fbpx
Ti sarà inviata una password per E-mail
Tempo di Lettura: 2 minuti

Sbarca a Venezia 74 il primo prodotto italiano targato Netflix, in collaborazione con Rai Cinema e Catteleya: Suburra-la serie. Prequel del film Suburra di Sollima uscito nelle sale nel 2015, questa intelligente serie, di cui al momento sono uscite solo le prime due puntate ma che da inizio Ottobre verrà caricata sulla piattaforma americana, risulta migliore del lungometraggio per diversi aspetti.

La durata della serie, per sua stessa natura, permette di approfondire molto di più i personaggi; Spadino (Giacomo Ferrara) dunque, probabilmente il più controverso personaggio della serie e morto forse prematuramente nel film, qui assume connotati più misteriosi a partire dalla confusa sessualità. Confusione che rende lo zingaro talmente distaccato dalla realtà da avere una imprevedibilità che intimorisce.

Suburra – Il film descriveva molto bene la classe aristocratica di Roma, così come il ceto malavitoso e il clero vaticano; ciò che mancava però era la classe media, quella fatta da personaggi comuni.  Con l’inserimento di Lele (Eduardo Valdarnini), figlio e nipote di poliziotti, questa lacuna viene colmata, anche se appare evidente fin da subito che anche questo personaggio verrà risucchiato dal mondo criminale romano, dove Stato, Chiesa e Mafia si intersecano tra loro in uno spietato gioco al potere.

A chiudere – in bellezza – il trio che trascina la serie, almeno per quello che si è visto nelle prime due puntate, troviamo “numero 8” (interpretato da uno straordinario Alessandro Borghi), giovane di una famiglia malavitosa di Ostia con un’immensa smania di grandezza. Il trio composto da Spadino, Lele e Numero 8 funziona meravigliosamente, sia per ritmi recitativi che per amalgama e sinergia. Dal loro mix si riesce a creare quello che certamente sarà il nucleo centrale attrono al quale gireranno le altre sottotrame.

Il cast però non si ferma di certo qui. Troviamo, tra gli altri, Filippo Nigro che interpreta discretamente il politico del popolo dagli ideali puri (ancora per poco), Francesco Acquaroli (che forse ricorda un po’ troppo fisionomicamente il suo predecessore Amendola per il personaggio di Samurai), l’ex ras della curva laziale Adamo Dionisi (sempre convincente nel ruolo del cattivone) e una Claudia Gerini decisamente sotto tono, almeno nei primi episodi.
La scelta di dare alla regia un cambio continuo tra tre brillanti, seppur differenti registi italiani, non fa altro che accrescere l’attesa per l’uscita del 6 Ottobre. Riusciranno ad amalgamarsi bene la grandissima esperienza del maestro Michele Placido – vincitore di 6 David – con il talento di Andrea Molaioli e il taglio pubblicitario e tipicamente americano di Giuseppe Capotondi? Ai posteri – Netflix addicted – l’ardua sentenza.
#VENEZIA 74: Suburra – La serie (Primi 2 episodi)
Rate this post

Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

La newsletter di RumoriFuoriScena è gratuita. Breve. Scritta da amanti del cinema per amanti del cinema.

Iscriviti alla newsletter!

Vai alla barra degli strumenti