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Paolo Virzì continua il suo processo di crescita autoriale e si lancia nella prima produzione americana della sua brillante carriera con The Leisure Seeker. Dopo il successo de Il Capitale Umano e La Pazza Gioia, il regista toscano era atteso a un banco di prova davvero importante. Come dimostrano le esperienze di altri italiani, da Muccino a Tornatore, fare un film oltreoceano ha un potenziale di rischio notevolmente maggiore. Virzì non si lascia soffocare da pressioni o aspettative e riprende il suo filo narrativo dove lo aveva lasciato, in un road movie semplice e quadrato.

Lavorare con due mostri sacri del calibro di Helen Mirren e Donald Sutherland ha certamente reso il lavoro più semplice. Entrambi sono potenziali candidati alla Coppa Volpi, ma funzionano talmente bene insieme che sarebbero da premiare con un’unica statuetta. Ella e John sono due anziani coniugi, lui con gravi problemi di Alzheimer, che decidono di partire a bordo di un vecchio camper del ’75 per una vacanza in giro per gli States. Una coppia affiatata, che nonostante la vecchiaia e la malattia, continua ad amarsi in modo genuino e speciale. Ella è una donna forte, testarda e tenace, John un docile professore amante di Hemingway, che alterna momenti di lucidità a blackout totali.
A onor del vero è meglio cominciare con quello che ci è piaciuto di meno, ovvero la prima mezz’ora di The Leisure Seeker. Virzì introduce con una certa fatica i personaggi, in particolare quelli secondari, e stenta a trovare quel ritmo incalzante che il pubblico da lui si aspetta. Come un ingranaggio che deve essere oliato, il film si sblocca letteralmente con il passare dei minuti e finisce per strappare al pubblico una standing-ovation. Ella e John ci conquistano perché sono due pesci fuor d’acqua, marginali comparse in un mondo che non riconoscono più e a cui non appartengono. Inseguono domande a cui non sanno rispondere, si aggrappano ai ricordi e alla forza di un amore quasi inspiegabile. Vale davvero la pena vivere una vecchiaia fatta di ricordi e di rimpianti?
In The Leisure Seeker si ride genuinamente, con un susseguirsi di gag che contribuiscono a creare un legame intimo tra i due protagonisti e tra essi e il pubblico. Ovviamente i vuoti di memoria di Sutherland sono un espediente comico piuttosto forte già di per sé. Eppure era facile sfruttare l’espediente comico per scadere nella banalità o peggio nella retorica. Dare per scontata l’indissolubilità dell’amore di Ella e John, semplicemente osservandoli dall’esterno, sarebbe stato un errore grave per Virzì. Ogni scena invece non fa che avvicinarci a loro, a entrare nel loro microcosmo, ad affezionarci e in fondo ad immedesimarci. Il finale, forse scontato ma assolutamente necessario e condivisibile, riesce ad emozionare in modo genuino, per nulla artificiale.
#VENEZIA 74: Ella & John (The Leisure Seeker) di Paolo Virzì
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot