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Del 2018 in poltrona non ci possiamo proprio lamentare! A mio parere è stato un buon anno di film e direi di ottima televisione. Al cinema La forma dell’acqua e Dogman ci hanno trasportati tra fantasia e realtà in storie magiche e dure di coraggio e redenzione. In tv Il miracolo e L’amica geniale ci hanno raccontato le difficoltà e le contraddizioni dell’Italia di oggi e di ieri con scritture potenti e personaggi molto forti.

Un 2018 quindi di grande qualità ed emozioni con ottime “variazioni sul tema” di un approccio narrativo diciamo consueto. Per questo vorrei approfittare di questo spazio di TOP&FLOP per analizzare un tema a mio parere sempre più chiave per il cinema e soprattutto per la tv vista la bulimia produttiva di serie: l’originalità della scrittura. Ho deciso quindi di premiare e sottolineare chi in televisione in Italia ha osato di più, proponendo una idea veramente nuova, e mettere sotto accusa chi si è colpevolmente accontentato dei soliti format (nel caso di cui parlerò addirittura tradendo una partenza promettente).

BEST: Sirene di Ivan Cotroneo

Oscar al coraggio e all’innovazione narrativa va all’autore Ivan Cotroneo e alla sua serie Sirene in onda a cavallo fra fine 2017 e inizio 2018. Cotroneo (di cui uscirà il 7 gennaio su Rai 1 la nuova serie La compagnia del cigno) è uno dei pochi veri show-runner italiani. Già bravo e originale nel suo esordio tv Tutti pazzi per amore, qui decide di raccontare l’oggi e il coraggio femminile attraverso una metafora sorprendente ovvero il racconto di quattro sirene (madre, due figlie e zia) che dal mare arrivano sulla terra ferma. Il motivo è la ricerca di un tritone, che si è perso fra le strade tentatrici di Napoli, per poter procreare e dare seguito alla loro specie che rischia di estinguersi. Molto divertente le vicissitudini terrestri del quartetto femminile, dotato di poteri speciali, a contatto con il genere umano.
E profonda e poetica è in parallelo la trattazione della figura della donna nella società di oggi e di un ambiente marino (e non solo) sempre più compromesso. Un racconto insomma che parla del quotidiano, di noi e di tutti i nostri limiti con una chiave narrativa totalmente inconsueta e per questo ancora più godibile e convincente.

WORST: Il Paradiso delle signore

Maglia nera invece dell’anno alla RAI e alla sua direttrice delle fiction che ha deciso di trasformare la bella serie Il paradiso delle signore, dopo le prime due stagioni andate in onda dal 2015, in una banale e ripetitiva soap pomeridiana da 180 puntate. La serie, liberamente tratta dal libro di Emile Zola e trasferita da Parigi alla Milano del boom degli anni ‘50, era partita bene raccontando la nascita del primo grande magazzino di moda in italia: il Paradiso appunto.  Le prime due stagioni, con un tono leggero fra il drammatico e il divertente, avevano descritto la società di quel periodo, il coraggio dei primi imprenditori e l’emancipazione femminile nel lavoro; il tutto con la costruzione di alcuni personaggi interessanti. La trasformazione del format però in soap ha preso solo il contesto e alcuni di loro mettendoli al servizio di una narrazione superficiale e ripetitiva purtroppo tipica delle peggiori serie pomeridiane. Un gran peccato quindi e un maldestro modo a mio parere di “riempire” spazio televisivo sfruttando il traino di una buona idea e sottraendo risorse e buona scrittura ad una idea che avrebbe meritato di proseguire in modo decoroso.

 

La TV in Italia: TOP&FLOP 2018 per Emanuele Cason
4 (80%) 1 vote
Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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