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Una premessa prima di cominciare la mia classifica: ho inserito solo casi in cui a un vincitore più meritevole è stato preferito uno che mi ha convinto di meno. Mi spiego: la vittoria di Leonardo Di Caprio per Revenant, sebbene per me non condivisibile, non ha rubato spazio a performance memorabili (non ho amato lo Steve Jobs di Fassbender, e gli altri candidati avevano ben poche speranze), e dunque non rientra in questa lista.

Sono perfettamente consapevole che il Premio Oscar spesso riguardi più la politica che l’effettivo valore artistico dei film: nonostante ciò, mi sono divertito a fare una classifica (soggettiva e quindi ovviamente criticabile) delle statuette che più mi hanno fatto storcere il naso. Partiamo!

Moonlight: Miglior film (2017)

Avrei premiato: La La Land o Arrival

Un film che semplicemente non mi ha convinto, come già successo due anni prima con Boyhood di Richard Linklater (che fortunatamente era stato battuto da Birdman). Ne ho francamente perso quasi ogni ricordo, mentre non ho dimenticato una singola inquadratura di Arrival, meravigliosa fantascienza del grande Denis Villeneuve. Memorabile, questo sì, la performance di Mahershala Ali che, grazie a un ruolo dignitoso e carismatico, gli è valsa la statuetta.

Eddie Redmayne: Miglior attore protagonista (2015)

Avrei premiato: Steve Carell per Foxcatcher o Michael Keaton per Birdman

Salvo rare eccezioni, non sono particolarmente fan degli attori che “si mimetizzano” nel personaggio, preferisco chi ne offre una propria versione, anche se meno fedele alla realtà. E’ il motivo per cui ho apprezzato la versione – caricaturale e cartoonesca- del Freddie Mercury di Malek. La Teoria del Tutto è un film francamente mediocre, in cui Redmayne offre un’interpretazione che per me non ha nulla di speciale. Salvo solo la splendida Felicity Jones, un’attrice che ho imparato ad apprezzare con gli anni (Like Crazy, Inferno).

12 Anni Schiavo: Miglior film (2014)

Avrei premiato: The Wolf of Wall Street o Gravity

Questo è un caso diverso: il film è in realtà notevole, con grandi interpretazioni attoriali e scene che rimangono ben impresse nella mente. Il 2014 è stato però l’anno di The Wolf of Wall Street e soprattutto di Gravity, che per me avrebbe meritato la statuetta. Il film di Cuaròn è uno di quelli che cambiano il modo di vedere il cinema, soprattutto a livello visivo-uditivo: ho imparato l’importanza di un respiro, di un silenzio, di uno sguardo.

The Artist: miglior film (2012)

Avrei premiato: Midnight in Paris o The Tree of Life

Forse sarò di parte in questo giudizio, ma considero The Tree of Life uno dei film più importanti degli anni duemila. Per quanto The Artist sia un progetto coraggioso, intelligente e a tratti rivoluzionario, non posso nemmeno immaginare una classifica in cui sia sopra al film di Malick. Il cinema è prima di tutto un’esperienza sensoriale, da godere con tutti e cinque i sensi, e raramente ho avuto i brividi come in questo caso: un film che ti cambia la vita.

Tom Hooper: miglior regista per Il Discorso del Re (2011)

Avrei premiato: David Fincher per The Social Network

Intendiamoci: Il discorso del re è un film che personalmente adoro, delicato ma potente nei momenti giusti. Non penso però che sia la regia a renderlo un film ottimamente riuscito: salvo un paio di scene (la lunga camminata fino alla stanza del discorso finale e la scena iniziale, carica di tensione e umiliazione), la direzione di Hooper è piuttosto convenzionale. In The Social Network invece, è il ritmo del film ad elevarne la qualità, scena dopo scena. Anche solo la sequenza della gara di canotaggio basterebbe a meritare un Oscar.

 

Jamie Foxx: miglior attore protagonista per Ray (2005)

Avrei premiato: Leonardo Di Caprio per The Aviator

La performance di Jamie Foxx è in realtà di ottimo livello ed è l’unica cosa che tiene in piedi un film di livello davvero basso come Ray, omaggio poco riuscito alla leggenda di Charles. Addirittura il film è stato candidato come Miglior Film, con esclusioni eccellenti (Se mi lasci ti cancello). Leonardo Di Caprio in The Aviator offre per me una delle sue interpretazioni migliori, ossessiva e frenetica fino al grottesco. Per me meritava la statuetta, molto più che in Revenant, almeno quanto in The Wolf of Wall Street.

 

 

Top 6: gli Oscar più immeritati dal 2000 ad oggi
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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