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Fra le corsie del Chestain Park Hospital di Atlanta, la città di Via col vento e Forrest Gump, non ci eravamo mai stati. E dopo aver esplorato gli ospedali di tutti gli States, viaggiando da Chicago (E.R. e Chicago Med) a Seattle (Grey’s Anatomy) da San Antonio (The Night Shift) a New York (New Amsterdam) per citarne solo alcuni, eccoci in Georgia con un nuovo Medical Drama a stelle e strisce.

È in onda dal 25 Giugno infatti su Rai 1 la nuova serie tv targata Fox “The Resident” che ha raccolto un buon successo di pubblico forse anche vista la scarsità dei palinsesti estivi in chiaro.

La serie, creata nel 2018 da Amy Holden, Hayley Shore e Roshan Sethl, ha un elemento di parziale novità rispetto alla concorrenza in camice bianco che merita di essere indagato anche per capire meglio come il filone medico goda di un successo e di una longevità rari nel mondo televisivo.
Ma partiamo dalla trama in breve: Devon Praveshè un dottore di origine indiana che si è appena laureato ad Harvard. Arriva ad Atlanta come specializzando (Resident appunto) e deve rispondere al dottor Conrad Hawkins, uno specializzando all’ultimo anno molto bravo ma schietto e rude nell’approccio con la malattia e i collaboratori (a parte con la capo infermiera Nicolette dove, a volte, ritrova il suo lato più romantico). L’ospedale è guidato dal primario di chirurgia Bell, soprannominato da Hawkins “dottor morte” per via delle diverse morti avute durante degli interventi a causa di un tremore alla mano che tiene nascosto.
La narrazione della serie, in parallelo ai singoli casi medici che arrivano in ospedale, ruota intorno al tentativo dei tre di esautorare il dotto Bell che nel frattempo diventa un intoccabile amministratore delegato. Accanto a lui la dottoressa Lane primario di oncologia che, da par suo, altera i dosaggi di chemioterapia di alcuni suoi pazienti causandone la morte.
Una bella coppia, non c’è che dire, che rappresenta  in controtendenza un lato della sanità americana che va oltre l’indefessa e “romantica” dedizione dei colleghi delle altre serie.
Una attitudine malata e delinquenziale, coperta dal potere, che rende eroica la missione di Conrad e Devon nel contrastarla all’interno di una struttura connivente e spaventata. Questa chiave narrativa parzialmente originale non basta però a dare una cifra alla serie che la renda meritevole di menzione. A parte gli attori, bravi tutti nei loro ruoli, le dinamiche sono comunque un po’ già viste e nulla emoziona più di tanto.
Dicevamo gli attori: il protagonista assoluto è Conrad Hawkins interpretato da Matt Czuchry molto determinato ed adrenalinico. Il suo mettere i pazienti davanti a tutto, compresi i guadagni dell’ospedale, ricorda per certi tratti il protagonista di New Amsterdam visto recentemente su Canale 5.

Accanto a lui Manish Dayal è Devon Pravesh bravo ad illustrare un percorso che lo vede prima vittima e succube di Hawkins e dei suoi modi e poi suo complice.  Su tutti però emerge il caratterista Bruce Greenwood che dà un volto cinico e opportunista al dottor Bell che vale da solo la visione della serie.

 

Una serie in conclusione che si può vedere senza aspettarsi molto. Sicuramente la progressione degli episodi darà energia alla narrazione ma sarà difficile che dalla quarta puntata possano esserci storie capaci di folgorare per novità ed emozione. Restiamo quindi in attesa di una nuova città americana che possa ospitare una nuova serie capace di ridarci l’intensità e l’impatto dei medical drama migliori.
“The resident” – medical drama su RAI 1
4.5 (90%) 8 votes
Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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