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Los Angeles, anni ’70. Nelle assolate ed inquinate strade della metropoli statunitense si consumano i più efferati crimini: uomini che adescano ragazzine minorenni, spaccio di droga e omicidi. La città è scenario dell’investigazione condotta da due detective privati, Jackson Healy (Russell Crowe) e Holland March (Ryan Gosling) che intendono risolvere il mistero della sparizione di una ragazza di nome Amelia. Attraverso infinite peripezie, i due scopriranno che il caso è soltanto la punta dell’iceberg di qualcosa di molto più grosso e losco – oltre ciò che potevano immaginare.

La scelta del regista Shane Black (Kiss kiss bang bang, 2005 e Iron Man 3, 2013) è quella di raccontare un poliziesco d’azione attraverso la comicità: il sarcasmo tagliente di Healy e le gaffes imbranate di March danno vita ad una commedia d’azione in cui però non mancano momenti drammatici e di denuncia. Nonostante il genere di questo film sia ibrido e indefinito, risulta piacevole e divertente e, al tempo stesso, le atmosfere di LA, con le sue macchine decapottabili e la scelleratezza degli individui che la popolano, catturano l’attenzione dello spettatore. Di fatto, più che sulla trama, una classica indagine a tratti un po’ contorta in cui il pubblico si perde facilmente, il focus è sulla personalità dei protagonisti e sulla loro collaborazione pseudo-professionale per risolvere il mistero.

La coppia Crowe – Gosling è indubbiamente interessante: due generazioni a confronto che riescono a tenersi testa a vicenda. Il taciturno e brusco Healy e il suo alter ego, il fascinoso combina guai March. Nonostante le differenze, riescono ad imparare uno dall’altro e a sorprendersi. Il primo, infatti, farà pace con se stesso e il suo passato, ammorbidendo il suo cuore; March, invece, dedito all’alcol e interessato al profitto, capirà l’importanza di essere un padre migliore. Per entrambi i personaggi, la figlia di March, la tredicenne Holly (Angourie Rice), rappresenta il perno dell’equilibrio tra i due, e riesce a far mettere entrambi in discussione con la sua dolcezza e la sua intraprendenza.

Seppur semplice, questo film ha visto protagonisti due attori molto amati: una coppia capace di lavorare insieme non solo nella finzione, ma anche nella realtà. Entrambi si sono messi alla prova in ruoli lontani da quelli in cui il pubblico è abituato a vederli recitare – soprattutto Russell Crowe, meglio conosciuto come l’epico Massimo Decimo Meridio o come il matematico John Nash, che mostra una verve davvero peculiare nel lanciare frecciatine al goffo collega. Il bel Ryan Gosling invece, dal canto suo, stupisce per l’espressività della sua performance, comicità che si mantiene leggera senza troppa banalità. Tutto sommato, il film risulta interessante e divertente: ottima la soluzione del genere comico, e azzeccata la scelta degli attori.

“The Nice Guys”, di Shane Black
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“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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