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Gli Oscar si sono appena conclusi ed è tempo di bilanci e considerazioni. Come molti sapranno il buon Roger Deakins, direttore della fotografia di caratura mondiale (ricordiamo tra le altre sue opere Fargo, Non è un paese per vecchi, Skyfall), è finalmente riuscito ad aggiudicarsi la tanto ambita statuetta agli Academy dopo ben 13 candidature rimaste tali. Sembrava non ce l’avrebbe più fatta, vuoi per il livello degli antagonisti-rivali (Lubezki tra tutti), vuoi perché molto spesso, quando un obiettivo diventa un’ossessione, rischia di non concretizzarsi mai.

A lui è dunque andata bene – e meritatamente – ma chi nella storia di Hollywood è arrivato più volte vicinissimo a trionfare ma sistematicamente si è dovuto “accontentare” della nomination? Ecco una serie di eclatanti esempi.

Gli attori che hanno a lungo rincorso il sogno di poter alzare l’ambita statuetta sono moltissimi, ma chi ci ha sperato davvero troppe volte è Peter O’Toole: ben 8 candidature per lui (lo ricorderete sicuramente in Lawrence d’Arabia), 44 anni passati dalla prima nomination all’ultima. A consolarlo l’Oscar alla carriera arrivato nel 2003. Arrivato secondo anche in questa speciale classifica è il compianto Richard Burton, indimenticata stella del cinema hollywoodiano degli anni ’50 e ’60 che riuscì nell’impresa, quasi da record, di farsi candidare per ben tre anni consecutivi senza mai vincere.

Alle donne è andata leggermente meglio dato che le tre attrici con più candidature a carico non andate a buon fine ne hanno ricevute “solo” sei:  Thelma Ritter, Deborah Kerr, e Glenn Close. L’aneddoto curioso a tal riguardo è che l’unica delle tre ad essersi tolta lo sfizio di ricevere l’Oscar alla carriera è Deborah Kerr e la statuetta le è stata consegnata proprio da Glenn Close…

Al Pacino rientra marginalmente in questa speciale classifica poichè, sebbene abbia vinto un Oscar nel 1993 con  Profumo di donna, nella sua carriera ha collezionato 8 candidature di cui 4 consecutive non andate a buon fine (1973, 1974, 1975, 1976). Anche questo è senz’altro un record negativo!

Alfred Hitchcock, uno dei registi di maggior spicco dell’intera storia del cinema, ha ricevuto 5 candidature senza mai vincere l’Oscar per la regia (più una aggiuntiva per il miglior film nel 1942 per Il sospetto). Sembra surreale, e per certi versi lo è, ma nella sua carriera è stato battuto nell’ordine da John Ford, Leo McCarey, Billy Wilder (per ben due volte) ed Elia Kazan.

C’è da dire che è in buona compagnia dato che il nostro Federico Fellini è fermo a 4 candidature per la regia senza vincere e ben 8 candidature andate a male per la miglior sceneggiatura! Va detto però che il regista di Roma vinse per ben 4 volte l’Oscar per il miglior film straniero e un oscar onorario nel 1993.

A seguire Fellini nelle candidature alla miglior sceneggiature andate male ci sono Ingmar Bergman e Mike Leigh con 5 nomination. Se il primo ha dalla sua però tre Oscar al miglior film straniero più uno alla memoria, il secondo è fermo a zero con a carico altre due nomination al miglior regista…Provaci ancora Mike!

Thomas Newman e Alex North (Oscar onorario nel 1987) sono due incredibili compositori pluri candidati alla miglior colonna sonora; il primo  ha all’attivo 13 candidature e il secondo ne ha totalizzate addirittura 14. Thomas è figlio d’arte, suo padre Alfred Newman tra gli anni ’30 e ’60 ha realizzato innumerevoli composizioni per Hollywood andando a collezionare 45 nomination e portando a casa ben 9 riconoscimenti!

I film che nella storia hanno totalizzato più nomination agli Oscar senza vincere nemmeno un premio sono appaiati entrambi a 11 candidature: Due vite, una svolta del 1977 di Herbert Ross  e Il colore viola del 1985 diretto da Steven Spielberg che venne surclassato in quasi tutte le premiazioni da La mia Africa di Sydney Pollack.

Chiudiamo questo approfondimento sugli Oscar così come lo abbiamo aperto: parlando delle nomination alla migliore fotografia. Roger Deakins, come detto pocanzi, è dovuto arrivare alla 13esima nomination per portarsi a casa il premio. C’è però un altro direttore della fotografia che è arrivato a 13 candidature: il suo nome è George J. Folsey e la casellina delle statuette vinte rimarà per sempre con uno zero.

#SPECIALE: Gli eterni secondi agli Oscar
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Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.