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C’era da aspettarselo e per fortuna a fine maggio, dopo l’anteprima a Cannes, succederà! Seguendo il clamoroso successo di Bohemian Rapsody, con quasi un miliardo di incassi nel mondo e quattro Oscar (di cui uno come miglior attore al sorprendente Rami Malek), un altro biopic musicale è pronto ad uscire: è Rocketman la storia quasi tutta vera di Sir Elton John.

La sola visione del trailer, visibile da poche settimane, promette grandi emozioni, ma è la straordinaria storia di un ragazzo timido che da solo ha conquistato il mondo, con il suo coraggio e la sua fantasia, a garantire un plot interessante ed una esecuzione travolgente. Già i credits del film sembrano essere una garanzia. Il regista Dexter Fletcher è lo stesso del film su Freddy Mercury dove era stato bravissimo a combinare la ricostruzione della tormentata anima del personaggio con l’energia delle sue performances sul palco.

A interpretare Elton è Taron Egerton, incredibile come Rami Malek a farti scordare che lui non è il personaggio che interpreta, che già si era fatto notare per carisma ed eleganza in Kingsman a fianco di Colin Firth.

Per ultimo lo stesso Elton John che ha contribuito attivamente alla costruzione della sceneggiatura e al recupero degli straordinari materiali di repertorio.

E sono anche questi, insieme ad una storia di coraggio e rivalsa, ad essere protagonisti assoluti del film. I 60 cambi d’abito e gli innumerevoli accessori (a partire dai famosi occhiali e dalle scarpe con la zeppa) infatti accompagnano e disegnano una ascesa clamorosa fatta di grandi canzoni che ci accompagnano ormai da più di quarant’anni.
Sembrerà scontato dirlo ma è il percorso emozionante e spettacolare fra così tante canzoni memorabili, combinato ad una storia credibile, ad essere la chiave vincente di questa formula di film. Ogni grande canzone infatti può ricordare un periodo e quindi un’ età, un emozione precisa e quindi amici o amori, e ripercorrere questi sentimenti davanti allo schermo, magari cantando coperti dal dolby surround, ha una forza positiva e popolare irresistibile in grado di unire tutti in modo trasversale.
La formula del biopic musicale in passato è già stata abbastanza prolifica (i migliori che ricordo sono stati Bird su Charlie Parker e Ray su Ray Charles) e la potremmo immaginare all’infinito. Vi propongo per questo una personale cinquina “regista-cantante” sperando che qualcuno a Hollywood e dintorni mi possa leggere per realizzare i miei desideri.

Sarebbe troppo facile pensare a uno Spike Lee per raccontare le vite di Stevie Wonder o di Prince; o magari un Danny Boyle per accompagnarci nei vicoli di Dublino a veder nascere gli U2. Ma cercherò di stupirvi.

Per primo vorrei Martin Scorsese raccontarci la storia di Frank Sinatra combinando la sua unica storia di successo e le sue ambigue vicende personali. Sarebbe bellissimo vedere lui con gli inseparabili amici del Rat Pack come Dean Martin e Sammy Davis jr conquistare prima Las Vegas e poi il mondo. Poi vorrei che la storia del boss Bruce Springsteen, dalle polverose strade del New Jersey al tetto del mondo, la tratteggiasse la mano di Clint Estwood. Per quanto riguarda gli eccessi e le trasgressioni di Madonna forse l’ex marito Guy Ritche potrebbe dipingerli meglio di tutti. E per finire vorrei vedere il genio surreale e immaginifico di Tarsem tratteggiare il trasformismo di David Bowie.

E per la quinta accoppiata torniamo in Italia. Qui da noi è come sempre tutto più difficile, e buoni biopic non ce ne sono mai stati, ma provo a fare una provocazione. Paolo Sorrentino potrebbe raccontarci la vita di Mina con  il suo talento, la sua eleganza e soprattutto il suo coraggio in un paese e in un epoca che non erano ancora in grado di accettarla. Forse solo il regista de La grande bellezza potrebbe entrare in modo originale, profondo e visionario in quei tempi per ridarci questo personaggio unico ed inimitabile.

ROCKETMAN È PRONTO A PARTIRE. SIETE PRONTI A VOLARE CON ELTON JOHN?
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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