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Grazie Rocco…
Si è da poco conclusa su Rai 2 la seconda stagione di Rocco Schiavone e con un “grazie” vorrei iniziare la mia prima lettera ad un personaggio televisivo. Una lettera, scritta di getto, a qualcuno che vorrei conoscere e su cui vorrei poter contare. Un amico con cui confrontarmi certo di trovare sempre una soluzione grazie al suo coraggio e soprattutto alla sua “profonda” praticità.

Grazie Rocco innanzitutto per essere tornato. Sapevamo che la penna di Antonio Manzini è molto prolifica ma non sempre le serie di qualità proseguono come tutti vorremmo. È quasi certo ad esempio che i tuoi concittadini della famiglia Ferraro di Tutto può succedere si fermeranno purtroppo alla terza stagione, invece tu stai andando avanti per la gioia di tutti noi. Nonostante ti abbiano messo sulla seconda rete Rai, che storicamente ha meno della metà dello share di Rai 1, ti sei fatto valere con risultati di pubblico importanti. Li hai ottenuti per la tua unicità, in un panorama televisivo che spesso si ripete, per il tuo “stropicciato” carisma e soprattutto per il tuo essere vero. In quattro bellissime puntate hai approfondito, allargato e provato a spiegare quanto lasciato in sospeso nella prima stagione. Ci hai mostrato quando a Roma non eri ancora un sopravvissuto, quando la “fine” non era ancora arrivata, ma anche il dopo che fatica ad arrivare e sembra non arrivare mai. Con un passato che ti sovrasta e ti condiziona e non vuole mai diventare tale.
Grazie Rocco per essere cresciuto. Tante serie televisive vanno avanti sempre uguali temendo di tradire una formula vincente. Tu invece ti sei evoluto dimostrandoti un po’ più risoluto nei tuoi mille dubbi e più determinato nel cercare di uscirne. Le tue ferite si sono un po’ rimarginate e con fatica hai preso un po’ più coscienza di te. Con questa tua maturazione la serie è diventata sempre più interessante: i nuovi casi ad Aosta li hai affrontati con ancora più determinazione per non parlare di come ti sei “dato” per risolvere quelli sempre aperti a Roma.
Grazie Rocco per averci emozionato. Il tuo confrontarti con te stesso, grazie alle apparizioni della tua Marina che non vuoi lasciare andare, ci fa riflettere e capire quanto il cuore e la pancia si prendano spesso gioco del cervello dando talvolta forza e altre debolezza. Il tuo rapporto con la cagnolina Lupa, più fedele di tutti gli altri in mezzo a tanti tradimenti (e con cui ti sei trovato subito perché è libera come te), ci fa capire che l’amore va meritato, e non è il caso delle donne che ti stanno intorno. Il tuo essere sempre al fianco dei tuoi tre amici di una vita, incondizionatamente fino a sfidare le regole del tuo lavoro (sei sempre una “guardia” alla fine), ci dice che l’amicizia, quella vera, è il valore più grande e che conta di più del compimento di una vendetta agognata da tempo. Il tuo esserti aperto agli altri, facendo entrare nella tua vita in modo imprevedibile il tuo vicino di casa adolescente che sembra più proteggere te che il contrario, ci dice quanto contino le cose più semplici della vita e quanto conti la quotidianità per non sentirsi soli.
 Grazie infine Rocco per averci anche divertito. Il tuo rapporto col vicino è stato a tratti esilarante e istruttivo nel segnare la distanza fra generazioni. È stato anche occasione per tornare ripetutamente sulla tua classifica dei “rompimenti di coglioni” dove lui è entrato di diritto salendo dal livello 8 fino al 9, subito sotto agli omicidi da risolvere. Impagabili i tuoi riferimenti agli animali più strani quando una persona ti colpisce e la descrivi tipo “Enciclopedia degli animali” che leggevi da bambino. La tua lezione infine di saggezza e linguistica romanesca (ormai sei ai livelli dell’amico Montalbano) ai colleghi aostani è stata memorabile. La differenza filosofica fra le espressioni “me cojoni” e “sti cazzi” e le modalità corrette per esprimerle (la prima come espressione di gradimento e la seconda per dimostrare disinteresse e irrilevanza) ci sarà utile per rimarcare, ma sempre con un sorriso, i paletti e quindi l’equilibrio nel nostro senso della vita.

Ciao Rocco, ti aspetto, anzi ti aspettiamo tutti, appena sei pronto!
Incondizionatamente tuo,
Emanuele

PS: Antonio Manzini ha scritto un nuovo libro su di te intitolato “Fate il vostro gioco”.
Scrivono tutti che è bellissimo ma tu, per “tenere al suo posto” il tuo autore, diresti … “e sti cazzi!”.
ROCCO SCHIAVONE: CARO AMICO TI SCRIVO…
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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