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Nella scrittura della storia della settima arte, il cinema italiano ha indubbiamente dato il suo contributo, soprattutto tra gli anni ’50 e ’70. Ma quante volte è successo che la più grande industria cinematografica del mondo – Hollywood – decidesse di fare un remake di un film nostrano? Poche, anzi pochissime! Dodici sono infatti le trasposizioni ufficali d’oltre oceano, alcune delle quali totalmente sconosciute ai più, altre sicuramente più famose. Questo il listone:

1- L’ultimo bacio vs Last kiss

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L’ultimo bacio, uno dei primi film di Gabriele Muccino, venne trasposto in The last kiss pochi anni dopo. Da quel momento per il regista romano si aprirono le porte di Hollywood che, da lì a poco, gli permise di dirigere attori del calibro di Will Smith e Russel Crowe.

2- Otto e mezzo vs Nine

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Da uno dei più celebri capolavori di Fellini – 8 e 1/2 – venne tratto uno spettacolo di Broadway scritto da Fratti intitolato Nove; da questo nel 2010 Rob Marshall girò l’omonimo film con un cast d’eccezione tra cui Penélope Cruz, Marion Cotillard, Judi Dench e Sophia Loren.

 

3- Stanno tutti bene vs Everyboy’s fine

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Stanno tutti bene è un film del 1990 presentato in concorso al 43esimo festival di Cannes e diretto da Giuseppe Tornatore. Sedici anni dopo è stato fatto il remake americano con Robert De Niro ad interpretare la parte che fu di Marcello Mastroianni.

4- Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto vs Travolti dal destinoswept away

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Il primo è un bel film del 1974 di Lina Wertmüller con un bravissimo Giancarlo Giannini; il secondo è difficile anche solo considerarlo un film. Una inspiegabile Madonna nelle vesti di attrici diretta da una pessima regia di Guy Ritchie (che qualche anno avanti si rifarà egregiamente con Sherlock Holmes) e con Adriano Giannini nelle vesti del ruolo che fu del padre. Una sola domanda: perchè?

5- Profumo di donna vs Scent of a woman

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Profumo di donna è un bellissimo film di Dino Risi, candidato a due premi oscar, oltre ad essere stato in concorso al festival di Cannes del 1975 – edizione nella quale Vittorio Gassman vinse il premio come miglior attore proprio grazie alla sua interpretazione al fianco di Agostina Belli. Diciassette anni dopo Martin Brest ha trasposto il film negli Stati Uniti, dirigendo uno splendido Al Pacino che vinse l’Oscar interpetando il tenente colonnello che fu di Gassman!

6- Il vizietto vs Piume di struzzoimage-uploaded-from-ios-36

Il vizietto è un adattamento cinematografico dell’opera teatrale La cage aux folles. La co-produzione italo-francese del 1978 riuscì splendidamente; Ugo Tognazzi in grande forma e l’accompagnamento musicale del maestro Ennio Morricone fecero candidare il film a ben tre premi Oscar! Nel 1996 venne girata il remake ambientato in Florida che fu molto fedele al copione iniziale, tanto da calcarne anche le singole gag.

 

7- I soliti ignoti vs Crackers vs Welcome to Collinwoodimage-uploaded-from-ios-37

Per I soliti ignoti, uno dei capolavori del cinema italiano e mondiale di ogni tempo, non bastava un singolo remake. Ecco dunque che per il film del maestro Monicelli ispirato ad una novella di Calvino ci sono stati addirittura due trasposizioni! Crackers nel 1984 e Welcome to Collinwood nel 2002; sarebbe indelicato paragonare la prima pellicola alle seguenti.

8- Darò un milione vs I’ll give a millionimage-uploaded-from-ios-31

Darò un milione è un buon film italiano del 1935 diretto da Mario Camerini e scritto con l’aiuto del neorealista italiano Cesare Zavattini (all’esordio cinematografico in quell’esperienza). Walter Lang ne rimase affascinato a tal punto da rigirarlo 3 anni dopo nel suo I’ll give a million.

9- Le notti di Cabiria vs Sweet Charityimage-uploaded-from-ios-32

Le notti di Cabiria, uno dei capolavori di Federico Fellini, vinse l’Oscar per il miglior film straniero. La splendida Giulietta Masina fece incetta di premi nei festival di tutto il mondo grazie alla sua interpretazione della prostituta romana Cabiria. Bob Fosse inspiegabilmente 12 anni dopo (nel 1969) decise di riprendere in mano il copione italiano e di trasformare Cabiria in una ballerina: i risultati non rispecchiarono le aspettative.

10- Mimì metallurgico ferito nell’onore vs Which way is up?image-uploaded-from-ios-33

Mimì metallurgico ferito nell’onore è un altro film della Wertmüller, presentato alla 25esima edizione del Festival di Cannes che ebbe un buon successo di critica nel 1972. Which way is up uscì 5 anni dopo, diretto da Michael Schultz e con Richard Pryor nei panni dell’operaio che nel film italiano fu di Giancarlo Giannini.

11- Incompreso vs Misunderstoodimage-uploaded-from-ios-34

Incompreso – Vita col figlio è un film del 1966 di Luigi Comencini, tratto dal romanzo omonimo di Florence Montgomery su di un diplomatico inglese trasferitosi a Firenze dove rimane vedovo e con due figli a carico. Nel 1984 uscì invece Misundestood di Jerry Schatzberg, liberamente ispirato al primo ma con le vicende ambientate in Tunisia e il personaggio principale “americanizzato”.

12- Crimen vs Once upon a crimeimage-uploaded-from-ios-35

Crimen è un film di Comencini del 1960 ispirato ad una vicenda realmente accaduta nel 1907 in Costa Azzurra e con cast stellare che poteva contare, tra gli altri, su Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Nel 1992 uscì invece Once upon a crime diretto da Eugene Levy che, sfortunatamente per lui, non potè contare su attori dello stesso calibro…

 

Come bonus track aggiungiamo che Quentin Tarantino per il suo The inglorious bastards ha ammesso di essersi liberamente ispirato a Quel maledetto treno blindato, film molto meno famoso del 1978 di Enzo Castellari. Riguardando la lista, seppur alcuni remake siano stati degli ottimi film, probabilmente The inglorious bastards è l’unico caso in cui la pellicola americana ha superato quella italiana, Ça va sans dire.

 

 

#TOP 12: I remake hollywoodiani di film italiani
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Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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