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Una tendenza degli ultimi anni, per quanto riguarda le serie Tv Netflix (ma non solo) è il binge watching: prodotti seriali brevi e di facile fruizione che portano lo spettatore a lanciarsi in una maratona non-stop dalla prima all’ultima puntata (complice anche il sistema di “next episode” ideato dalla sopracitata Netflix). Perfetto esempio per il binge watching estivo 2017 è “Friends from College”, divertente seppur banale serie TV da 8 puntate di 30 minuti circa.

LA VICENDA

“Friends from College” racconta le vicende di sei quarantenni newyorkesi che, dopo essere stati compagni di college nella prestigiosa quanto iconica Harvard, sono rimasti legati l’un l’altro per oltre vent’anni. Ma quanto queste loro relazioni sono spontanee e genuine, e quanto legate alla infantile sindrome di Peter Pan?

A rompere gli schemi e i sostanziali equilibri è il ritorno in città della coppia Lisa e Ethan, quest’ultimo legato in un triangolo amoroso anche con Sam (sua amante fin dal college). La narrazione si basa sui continui segreti di alcuni a discapito di altri, intrecciando sotto-trame piuttosto differenti tra di loro, ma accomunate da un unico fil rouge. In breve, le sicurezze del gruppo, seppur all’apparenza così stabili e fondate su rapporti genuini e sinceri, sono costantemente auto-minate dai numerosi incastri empatico-sentimentali. Queste tensioni sono destinate a far implodere il gruppo facendo esplodere tutte le relazioni collegate ai membri dello stesso.

A tirare il carro narrativo è senza dubbio la relazione clandestina tra Sam (Annie Parisse) e Ethan (Keegan-Michael Key), destinata fin dal primo minuto a naufragare. Il loro rapporto, che si trascina da due decadi – addirittura più lungo dei rispettivi matrimoni – poggia su di una sicurezza inconscia dei due personaggi verso la quantomai traballante fortuna latina.

IL CAST

Ad accompagnare questa trama principale vi è un cast mediocre su cui spiccano due attori. Il primo è il celebre comico Fred Savage che interpreta un personaggio complesso. Gay dichiarato, alla costante ricerca di approvazione da parte degli altri membri del gruppo e mediocre nel lavoro, riesce nella ossimora impresa di dare comicità ad un uomo totalmente non-comico. L’espediente comico è di dare risalto ai suoi lati meno forti, con interminabili – e spassosi – silenzi imbarazzati dopo ogni sua orribile battuta.

Cobie Smulders (Robin Scherbatsky in “How I met your mother“) interpreta invece la moglie di Ethan, personaggio difficilmente cifrabile e particolarmente controverso, seppur all’apparenza molto ingenuo. Grazie alla sua forte presenza scenica riesce a dare carattere ad un personaggio che altrimenti avrebbe rischiato di essere fin troppo debole.
Da segnalare i cameo di due comici molto famosi, soprattuto oltreoceano: Seth Rogen – che la fa da padrone nel sesto episodio – e Chris Elliot che chiude praticamente la stagione.

SCENEGGIATURA

Scritto da Nicholas Stoller insieme alla moglie Francesca Delbanco, fin da subito il copione spiazza per l’accecante banalità con cui sono state scelte le figure dei personaggi. Un uomo afroamericano, una donna asiatica, un uomo omosessuale, una donna bianca ricca, una donna più giovane e ingenua e così via.
I due scrittori, essendo andati entrambi ad Harvard, si destreggiano sicuramente bene nella descrizione di quelle dinamiche sociali tipiche degli incontri tra ex studenti del prestigioso college. Incappano tuttavia in un grande errore: non riescono ad arrivare mai allo spettatore. Il nucleo della vicenda sono le vicende di venti anni prima, quelle in cui i protagonisti vivevano realmente la vita del campus, quando gli amori e le amicizie sono nati e si sono sviluppati. Ci viene invece spiattellata una vicenda attuale di cui possiamo solo a grandissime linee tratteggiare il passato.

I temi affrontati sono inoltre innumerevoli: fecondazione assistita, relazioni omosessuali, sindrome di Peter Pan, crisi letteraria moderna, difficoltà nell’avere dei valori in una famiglia e altre ancora. Non vengono però mai realmente snocciolate, vuoi per la natura soft del prodotto, vuoi per una questione di tempi (ma in questo caso non si sarebbero potute limitare le tematiche e approfondirle in maniera dignitosa?)
I due coniugi-sceneggiatori avrebbero forse dovuto farsi dare una mano nella sceneggiatura da Nat Faxon (che in questa serie ha interpretato Nic, uno dei sei Peter Pan) ma che nel 2012 vinse l’Oscar alla miglior sceneggiatura non originale con “Paradiso amaro“…

Prodotto e lanciato da Netflix il 14 Luglio, “Friends from College” sta comunque riscuotendo un discreto successo di pubblico. Non a caso, digitandone il titolo su di un qualsiasi motore di ricerca, il primo suggerimento è: season 2.
Non aspettatevi però un prodotto Netflix roboante e potente come possono essere House of Cards o Stranger Things, anche perché il budget investito è stato decisamente inferiore. Prendetela invece come una facile visione estiva per una notte in cui non avrete voglia di uscire a bere un modaiolo drink zenzerato mentre fate la lotta con le zanzare.

#RECENSIONE: Friends from College
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Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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