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Presentato fuori concorso alla 76.ma Mostra del Cinema di Venezia, il nuovo film di Steven Soderbergh è una commedia che narra il famoso caso dei “Panama Papers”; tramite un’inchiesta più di 400 giornalisti – analizzando milioni di documenti top secret provenienti dalla società legale panamense Mossack Fonseca – scoprirono una rete globale di traffico illecito di denaro e di paradisi fiscali.

Gli avvocati Jurgen Mossack e Ramon Fonseca diedero origine a  migliaia di false società intestate a prestatomi, per riciclare denaro attraverso conti “offshore” (rapporti bancari aperti in giurisdizioni differenti rispetto al Paese di residenza), occultando i guadagni di uomini politici, boss della mala, del narcotraffico, ma anche di comuni cittadini all’oscuro di tutto. Un sistema diabolicamente congegnato, illusorio, sorto su una montagna di corruzione, avidità ed abuso di potere.

Il film di Soderbergh non è una cinica e complessa analisi del fenomeno, ma una commedia divisa in capitoli che pian piano coinvolge lo spettatore, guidandolo alla comprensione di un mondo cinico e senza pietà.

Ellen Martin (una convincente Meryl Streep), lotta per ottenere il risarcimento di una polizza assicurativa dopo la morte del marito in un incidente; scoprirà che la sua compagnia di assicurazione non è altro che una società fantasma, piccolo ingranaggio di un sistema globale fraudolento.

Magnifiche le interpretazionidi Gary Oldman e Antonio Banderas interpreti dei due avvocati creatori dell’apparato illecito, che interagiscono direttamente con il pubblico smorzando i toni garantendo al film un taglio da commedia su un crimine che ha causato molte morti tra chi ne è rimasto direttamente coinvolto,  chi ha cercato di far luce sui fatti accaduti analizzando i rapporti tra potere ed illegalità.

Il film è stato distribuito nelle sale e verrà distribuito anche sulla piattaforma digitale Netflix (come High Flying Bird dello stesso regista). La piattaforma è nuovamente al centro di una polemica all’interno del sistema cinematografico mondiale, che ha diviso registi e lavoratori del settore, tra chi crede che possa essere uno strumento di facile globalizzazione e condivisione diretta e chi crede che ad uscirne penalizzate siano le sale cinematografiche. Una commedia a tratti molto divertente, che offre spunti di riflessione su un sistema che dovrebbe garantire i diritti di ogni cittadino e non gli interessi di pochi.

RECENSIONE SU “PANAMA PAPERS” DI STEVEN SODERBERGH
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Andrea Lo Gioco

Come si può descrivere pienamente qualcosa che si ama? È difficile quasi impossibile , ma l’amore di Andrea  per i film e la sala cinematografica non conoscerà mai la parola fine. Adora ogni genere di film, considera Spielberg e Kubrick due cavalieri Jedi della storia del cinema. Film preferiti: Duel, Rapina a mano armata, Qualcuno volò sul nido del cuculo

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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