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Dopo la morte del suo protagonista, Pablo Escobar, Narcos continua imperterrita e con successo a raccontare la storia del narcotraffico colombiano. La chiusura tragica della seconda stagione, che aveva sviluppato una piega serrata e vorticosa, sembrava impedire lo sviluppo di un nuovo capitolo che potesse esserne all’ altezza. Sorprendentemente, la terza stagione si apre fin da subito ad un orizzonte narrativo più ampio, che vede al comando dell’impero della droga quattro uomini, i Gentiluomini di Cali, e conta nuovi personaggi pronti a colmare il vuoto lasciato da Wagner Moura (nel ruolo di Escobar) e Boyd Holbrook (nel ruolo dell’agente Steve Murphy).

Raccontare il narcotraffico dopo la morte del suo iconico ‘boss’ era una scommessa tutt’altro che banale.

Tuttavia, come si intuisce dal titolo, la serie Netflix nasce con l’intento di descrivere un fenomeno che va oltre il personaggio di Escobar: una fitta realtà di cartelli e di lotta alla droga durata tutto il corso degli anni ’80. La nuova stagione sposta e allarga il proprio focus, concentrandosi sulla dilagante corruzione che attraversa le forze di polizia colombiane.

A presiedere questa rete di alleanze è adesso il cartello di Cali, governato da quattro padrini di spicco.

I fratelli Rodriguez (Damian Alcazar e Francisco Denis), il sicario Pacho Herrera (Alberto Ammann) e il socio Chepe Santacruz Londoño (Pepe Rapazote). Ciascuno dei nuovi boss presenta sfumature di carattere peculiari e diverse, dalla scaltrezza dei Rodriguez al sadismo di Pacho (personaggio che introduce senza debolezze il tema dell’omosessualità all’interno di una realtà di orgoglio e affermazione personale). Il quartetto si muove con più cautela e meno violenza eclatante, preferendo a questa un controllo latente e organizzato. Il piano dei leader è ora quello di contrattare con le autorità per ritirarsi dal mercato nel giro di sei mesi, pur mantenendo intatte le enormi ricchezze accumulate illegalmente.

Peña, orfano del partner Murphy, diventa così voce narrante della serie ed emerge come protagonista assoluto.

Il tacito accordo tra il cartello e il governo colombiano non impedisce al personaggio centrale della serie, l’agente della DEA Javier Peña (Pedro Pascal), di intervenire per fermare la criminalità organizzata e catturare i leader di Cali. Tra le poche persone di cui può fidarsi compaiono i due nuovi agenti americani Feistl e Van Ness (interpretati da Michael Stahl-David e Matt Whelan) e il combattuto personaggio di Jorge Salcedo (Matias Varela), l’abile capo della sicurezza del cartello, costretto a usare l’arma del doppiogioco per poter uscire dal mondo dell’illegalità e dar vita ad una propria impresa.

L’intero cast si esibisce in un’interpretazione spettacolare: il ventaglio di personaggi permette a caratteri minori di emergere come rivelazioni, rafforzando contemporanemente lo spessore di attori già conosciuti.

Personaggi come Peña o Salcedo vengono ritratti in tutta la loro drammaticità, in una cornice dove l’introspezione psicologica non viene mai dimenticata. Quello che ne emerge è una narrazione corale, dove ogni attore ricopre un ruolo funzionale alla storia raccontata.

Il vero punto di forza di Narcos torna ad essere la solidissima struttura narrativa, articolata lungo dieci episodi che non tralasciano alcun dettaglio e riescono a dare rilievo a ogni personaggio.

Rispetto alle stagioni precedenti, il terzo capitolo mantiene la stessa sigla di testa, l’alternanza di inglese e spagnolo nei dialoghi e un registro stilistico simile. Tuttavia, Narcos riesce ad evolversi quasi come serie antologica, fertile di nuove tematiche ma visivamente coerente negli anni. La singola stagione risulta comprensibile anche a chi non abbia seguito le precedenti, vantando di uno schema vincente che si è ormai slegato dal mito di Pablo Escobar e che apre nuove opportunità di sviluppo – come dimostra la conferma di una prossima quarta stagione.

Il futuro della serie sembra promettere il meglio: ad oggi Narcos si presenta forse come il prodotto più riuscito e solido del panorama Netflix, dimostrando come anche una storia con un finale già scritto possa sorprendere e farsi avvincente dal primo all’ultimo episodio.

#NETFLIX: Narcos – Terza Stagione
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Tommaso Tagliabue

Appassionato di ogni genere, tranne gli horror che non fanno dormire e i western. Accanito sostenitore della visione in sala, apprezza per di più la fotografia e l’estetica di un film, ma ha un occhio di riguardo anche per la sceneggiatura. Xavier Dolan è il suo dio – ma in fondo è politeista.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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