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Siamo nati tutti su questa terra e tutti ci moriremo (astronauti sfortunati a parte): questo è il principale tema alla base di Brutti e Cattivi, opera prima dello scenografo Cosimo Gomez.

Il film ha tonalità grottesche, quindi anche il modo in cui vengono trattate le tematiche lo è di conseguenza.

Siamo tutti uguali dicevamo e quindi, indipendentemente dal nostro aspetto fisico e dalle apparenze, possiamo essere cinici e spietati a nostro piacimento, perché in fondo la scelta di essere “buoni o cattivi” è propria dell’uomo, un bivio di fronte al quale ci troviamo davanti da millenni e sul quale sono state fondate parecchie religioni.

Il copione è stato scritto a quattro mani dal regista e da Luca Infascelli, partendo dal soggetto di proprietà dello stesso Gomez che 5 anni fa vinse il premio Solinas. Proprio grazie a questo punto forte su cui far leva, la produzione (Casanova Multimedia e RAI Cinema) è riuscita a portarsi a casa uno dei nomi più forti tra gli attori italiani in questo momento, Claudio Santamaria, grazie a cui il progetto ha assunto di conseguenza uno spessore diverso.
Il film viene definito commedia d’azione ma è di più, una dark comedy d’ispirazione d’exploitation che a tratti ha rimandi fumettistici stile Sin City. Insomma qualcosa che raramente (forse mai?) si è visto in Italia.

Cosimo Gomez è un art director di esperienza ultra decennale quindi era giusto aspettarsi scenografie studiate e accurate.

Aspettative più che esaudite, con set molto colorati, anche quando a predominare sono le scale di grigio dell’Urbe e bilanciamenti delle inquadrature non esattamente da novizio. Anche in fase di montaggio si nota una astuzia non di primo pelo: cambi repentini di inquadrature e montaggi serrati riescono a dare ritmo ad una storia e più microscopicamente a delle scene che in realtà non sarebbero così movimentate come appare nel risultato finale.

Presentato a Venezia 74 in concorso per Orizzonti, il film ha tutt’altro che sfigurato, pur comparendo accanto a titoli di tutto rispetto quali NICO, 1988 –  Vahid Jalilvand e CANIBA. Le critiche più pesanti addossategli sono quelle di aver esagerato con la violenza, e in effetti alcuni passaggi sprigionano una brutalità assolutamente nuova per il panorama italico. Tuttavia, in un momento di profondo cambiamento come quello che stiamo passando, la sperimentazione deve essere vista con curiosità e non con paura.

L’inverosimile ma possibile, è questo il sottile limite su cui danza l’intera vicenda.

Quante probabilità ci sono che un ex circense senza gambe stia con una graziosa ballerina senza braccia, facendosi accompagnare da un rastafariano ritardato di nome Giorgio Armani (ma soprannominato “il merda”) e da un nano tamarro? Poche. E che questa improbabile banda decida di fare un colpo in banca e vi riesca pure? Ancora meno, ma non zero. Ecco dunque che Gomez si immerge in una Roma putrida e malfamata, ma non quella di Suburra fatta di grandi malavitosi, Chiesa, politica e intrighi. Scopriamo una Capitale fatta di poveracci che, pur di rendere la loro vita meno bieca, ricorrono a mezzucci e colpi gobbi, uno dietro l’altro.

Ciò che più colpisce di queste meschinità che si susseguono è il loro destinatario, ovvero altre persone nella conditio del meschino; la più classica guerra tra poveri che, come da secoli a questa parte, non porta mai ad un vincitore ma bensì a più perdenti.

Risulta dunque una indagine dell’animo umano, un approfondimento sul come il singolo individuo preferisca puntare a migliorare di molto la propria situazione piuttosto che cambiare in meglio, ma di poco, quella della comunità a cui appartiene.

Anche se, come nei più classici – e scontati – film hollywoodiani, alla fine è l’amore a trionfare. Dopo oltre 80 minuti di puro cinismo però, a stonare è proprio quel buonismo di cui ci si accorge di non averne bisogno, quanto meno per quell’ora e mezza passata in una sudicia, stronza ma quanto mai affascinante Roma.

 

 

#RECENSIONE: “Brutti e cattivi” con Claudio Santamaria
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Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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