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Come ci piace veder sezionare cadaveri, misurare angoli d’entrata di pallottole e schizzi di sangue sulle pareti per poi scoprire delle verità incontrovertibili che aiutano nelle indagini o addirittura incastrano subito i colpevoli!
Credo sia liberatorio sapere che la scienza si mette al servizio della giustizia dando risposte certe in un mondo dove non ci sono mai certezze e questo va sempre a vantaggio dei cattivi. In questi giorni due serie tv italiane di successo hanno, una di più,  l’altra apparentemente meno, la medicina legale al loro centro. Sto parlando de L’allieva che è ripartita con la sua terza stagione su Rai 1 e di Nero a metà che sulla stessa rete è alla seconda stagione.

Nella prima è ancora Alice Allevi detta “Sacrofano” – Alessandra Mastronardi ormai non più allieva ma medico legale ad aiutare la polizia nelle indagini con intuizioni spesso “laterali” e a far innamorare il suo fascinoso capo Claudio Conforti – Lino Guanciale e non solo lui. I toni sono quindi quelli della commedia (e la collocazione la domenica sera conferma la volontà sempre più spiccata di Rai 1 all’intrattenimento leggero) dove l’intrigo poliziesco fa da contorno e scusa ad un prendersi e lasciarsi continuo dei due protagonisti.

Tutt’altro sapore invece nella seconda dove Alba Guerrieri – Rosa Diletta Rossi, guidata da una Giovanna Di Castro – Anglela Finocchiaro in formissima, svolge il suo ruolo di giovane medico legale a supporto del commissariato del rione Monti guidato da suo padre Carlo Guerrieri – Claudio Amendola. Qui le trame sono più cupe e la serie si fa preferire fra le recenti poliziesche italiane. Roma, rispetto a quella più solare e colorata de “L’allieva” è più violenta e cupa, multirazziale e di periferia; più vera e credibile insomma rispetto alla situazione di oggi.

Ma dalla letteratura alla tv (molto meno al cinema forse per motivi di mancanza di tempo nella narrazione degli indispensabili dettagli forensi) la medicina legale è sempre stata di ispirazione per libri e serie interessanti e di grande successo. Di seguito una breve guida per chi vuole approfondire il tema.

In letteratura i romanzi più avvincenti e precisi sulle tecniche medico legali sono quelli che Patricia Kornwell, dal 1990 ad oggi, ha scritto ispirandosi al medico legale di origini italiane Marcella Fierro. In 24 libri la protagonista Kay Scarpetta risolve con metodo e intuito altrettanti casi spaziando nella cosa est americana, partendo dal primo e memorabile Postmortem fino all’ultimo e meno memorabile Caos. In televisione le serie sul tema sono tante e vorrei segnalare solo quelle che per motivi diversi mi hanno colpito negli anni.

Capostipite del genere è CSI che nasce a Las Vegas e ha in Gil Grissom – William Petersen il suo più interessante interprete. Le sue indagini e quelle della sua formidabile squadra si fondono con la città delle mille luci che di notte illuminano vicende violente ed oscure. Ogni puntata è un avvincente viaggio in una materia difficile e ai più sconosciuta che grazie a lui e al suo tono caldo e professorale che ci conduce abbiamo cominciato ad imparare.
Il suo primo spin off, prodotto come il successivo dallo stesso Petersen, è CSI Miami dove Horatio Caine – David Caruso indaga in una città solare e multietnica dove fra trafficanti sudamericani e gang locali gli omicidi non mancano mai. Per finire a CSI New York dove Mac Taylor – Gary Sinise è alle prese con una grande mela cupa e torbida dove ogni vicolo o strada può nascondere un cadavere. Tre cifre registiche e stilistiche che rendono le serie diverse anche se complementari fra loro e tutte degne di essere viste e riviste.

Scendendo a sud da New York fino a Philadelphia troviamo il medico Megan Hunt – Dana Delany che nella serie  Body of proof aggiunge al tema il carattere femminile di un medico legale – madre single che combatte giornalmente con il crimine e una figlia adolescente che cresce.
La serie è molto ben scritta e ha nei dialoghi al lavoro e a casa un valore aggiunto narrativo evidente.

Tornando verso nord in una Boston fredda e piovosa due sono le serie da menzionare.
Nella prima la detective Jane Rizzoli – Angie Harmon fa squadra con il medico Maura Isles – Sasha Alexander nella serie Rizzoli & Isles dove il punto distintivo della serie è il rapporto tra le due che oscilla fra l’amicizia e la rivalità nel risolvere i casi. Decisa e un po’ maschiaccio Rizzoli, più femminile e apparentemente insicura Isles le due sono in perenne sfida e i loro dialoghi sono da non perdere.

Più drammatica invece la serie Crossing Jordan dove la medical examiner (una particolare carica che abbina competenze legali e mediche) Jordan Cavanaugh – Jill Hennessy lavora per l’ufficio del coroner dove arrivano tutti i morti ammazzati della città. Decisa e spesso sopra le righe è ossessionata dall’omicidio irrisolto della madre che fa da fil rouge per le sei stagioni della serie.

Per finire con più ironia e leggerezza, fra sole, salsa e palme, torniamo a Miami dove il medico legale privato Beaumont Rosewood nell’omonima serie viene ingaggiato dalla polizia locale per i casi più complicati che i medici della contea non riescono a risolvere. Le sue auto sportive, ls sua eleganza, i suoi duetti con la sensuale detective Annalise Villa – Jaina Lee Ortiz e la loro storia d’amore incompiuta rendono la serie divertente ed avvincente al tempo stesso, con un modo inusuale di trattare la delicata tematica della morte per omicidio.

Buona visione!

QUANTO PIACCIONO I MEDICI LEGALI IN TV!
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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