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Settimana scorsa è uscito nelle sale il film Tag tradotto con uno di quei frequenti “capolavori letterari” delle case di distribuzione italiane in Prendimi – La storia vera più assurda di sempre.
Una battuta del film, tratta da una frase di George Bernard Shaw, “Non si smette di giocare perchè si diventa vecchi ma si diventa vecchi perchè si smette di giocare” faceva ben sperare.

Così come prometteva bene l’idea sulla voglia di stare insieme di cinque amici che, per un mese all’anno, giocano appunto a “tag” (l’italiano “ce l’hai”), in qualsiasi parte del mondo si trovino, come facevano da bambini.

Ma il film diretto da Jeff Tomsic e con Jon Hamm non convince proprio e vale, con qualche scenetta spettacolare e una risata qua e là, i 9 euro spesi solo per chi come me non ha l’aria condizionata in casa.

La “fratellanza”, tema molto fertile su cui il film si basa, resta infatti in superficie e vive solo come scusa per raccontare una storia che poteva prescinderne.

Così come l’analisi dei personaggi e il senso della loro relazione è solo accennata rendendo il tutto molto superficiale.

Fra gli attori, un volenteroso Jon Hamm ce la mette tutta per risultare convincente, ma essere credibili in una parte così leggera dopo aver interpretato magistralmente Don Draper nella serie tv Mad men non è facile per nessuno. Il suo ruolo più noto gli è talmente incollato addosso, che in certi momenti ti aspetti che in una scena l’attore possa ricomparire nei panni del cinico pubblicitario di Madison Avenue, con il suo abito sartoriale e in una nuvola di fumo, dicendo: “Fino ad adesso ho scherzato, ora sono di nuovo Don!”.

Il vizietto quindi tutto americano di usare i film “di amici” solo per fare cassetta, vedi la trilogia di Una notte da leoni, dimostra come negli Usa sono ormai lontani i tempi in cui queste pellicole erano il palcoscenico per analisi esistenziali e profonde come per esempio Mariti di John Cassevetes nel 1970 e Il grande freddo di Lawrence Kasdan nel 1983.

I francesi invece restano anche in questi tempi maestri di questo tipo di commedia.

Per loro è un vero e proprio genere chiamato “Film de potes” con l’ultima parola al posto di “amis” proprio per sottolineare una amicizia più profonda. Il film Barbecue del 2014 e diretto da Eric Lavaine è il più recente esempio di come questa formula nasca per andare in profondità e regalare analisi più sofisticate. In questo caso è l’infarto del protagonista, da lui definito “La migliore cosa della mia vita” a consentirgli di recuperare le amicizie più vere e di impostare una nuova vita come se ogni giorno fosse l’ultimo.

Anche in Italia, dove con la commedia ci sappiamo fare da tempo, il genere ha dato diversi film da ricordare.

Fu memorabile Amici miei, diretto da Mario Monicelli nel 1975, che tutti ancora ricordiamo per le “zingarate” del conte Mascetti e dei suoi amici, scusa godibilissima per raccontare come la regressione verso il gioco, tipicamente maschile, sia il modo per esorcizzare la vecchiaia sentendosi vivi. Poco più recente è Marrakech express, diretto da Gabriele Salvatores nel 1989, dove il viaggio (tema su cui il regista ha diretto una trilogia) per tirare fuori di prigione un amico in Marocco è il motivo per la ricerca attraverso gli amici di una felicità perduta (come dice il Ponchia-Abatantuono “Erano anni che non mi divertivo così!”).L’amicizia insomma al cinema serve soprattutto per parlare di noi: di come eravamo, siamo e vorremmo essere. Dei nostri sogni, dei nostri successi e delle nostre sconfitte. Attraverso attori in cui riconoscersi serve a pensare e magari a migliorarsi. E per questo i film “di amici” sono i benvenuti, ma Prendimi l’ennesima occasione persa.

“PRENDIMI” NON PRENDE PER NIENTE. I FILM “DI AMICI” SONO UN’ALTRA COSA!
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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