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Oceans’ 8 con Gary Ross alla regia assomiglia sotto parecchi aspetti al primo film della trilogia firmata Soderbergh, Ocean’s eleven – Fate il vostro gioco remake a sua volta del film Colpo grosso del 1960 diretto da Milestone.

Ripercorrendo la strada a ritroso ogni film affonda le radici nel terreno della propria contemporaneità.

Negli anni ’60 sul grande schermo c’erano Frank Sinatra, Dean Martin, Sammy Davis Jr, tutti reduci di guerra che rimettevano insieme la vecchia guardia per svaligiare dei casinò.

Poi arrivarono Coonely e Pitt mascalzoni gentiluomini, finissimi intenditori d’arte. Come fu Vincenzo Pipino noto ladro veneziano che si commosse davanti a un Canaletto e il cui motto era “rubare ai ricchi non è peccato”.

Nel 2018 a rimescolare le carte e a parlare del nostro tempo è un cast tutto al femminile, e c’è chi inneggia al femminismo e c’è chi storce il naso parlando di  rivalsa fittizia. La verità sta un po’ negli occhi di chi guarda. Acclamare il capolavoro non è mai nel nostro stile, e infatti ci sono una serie di dettagli che vorremmo farvi notare: la trama segue pedissequamente quella del classico caper movie ovvero una banda di criminali che vengono reclutati dall’ideatore del colpo, coalizzandosi per mettere a segno un furto. Nel calderone troviamo un filo di suspense e un pizzico di colpi di scena et voilá! Il thriller è servito.

La trama non cattura particolarmente lo spettatore; tutto il lavoro, in questo film più che in altri appartenenti allo stesso genere, lo fanno senza dubbio le attrici, i costumi e soprattutto la musica. Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Sarah Paulson, Rihanna, Helena Bonham Carter, Mindy Kaling e ultima ma non per ultima Awkwafina. Un cast che non ha bisogno di speciali approfondimenti, possiamo dire solamente che la nostra preferita è Cate, ma ognuno può scegliere la sua un po’ come le per Spice Girls.

Lo scenario della rapina è il Met Gala, un evento che si tiene ogni anno al Metropolitan museum di New York nel quale arte e moda si incontrano in una serata di apertura di beneficenza, che inaugura una mostra dedicata a uno stilista celebre. La serata è rigorosamente a tema e su invito ma donando un ingente somma al museo in realtà può partecipare chiunque. Gli invitati sono attori, attrici, magnati e ovviamente stilisti. Con questi due elementi, donne emancipate e moda, vi viene in mente nient’altro? Aiutino, il personaggio principale faceva la scrittrice, le sue amiche avevano affermate carriere nella pubblicità o in uno studio legale e l’ultima era una convintissima madre. Indovinato, Sex and the city che senza bisogno di calcare troppo la mano aveva già iniziato nel 1998 questa sottile opera di empowering.

Ma torniamo ad Ocean’s 8: l’oggetto che farà diventare queste otto donne ricchissime è un monile di Cartier dal valore inestimabile. Anch’esso oggetto reale costruito dalla gioielleria francese per il Maharajah di Nawaragar e successivamente andato perduto; Cartier è inoltre parter esclusivo del film perciò tutti i gioielli che vedrete ripresi nel film sono gioielli Cartier. Quello che fa stare scomodi sulla poltrona del cinema nonostante tutto sono dei piccoli dettagli sparsi che sembrano quasi frutto di distrazioni degli operatori. Nella prima scena Debbie Ocean (Sandra Bullock) seduta su una sedia in prigione, indossa la classica tuta arancione e viene interrogata; la telecamera stringe su un primissimo piano (sempre molto pericolosa come inquadratura) e vediamo in maniera lampante il trucco con il cerone da cinema, può essere che in prigione una detenuta si trucchi in maniera così marcata ma il suo personaggio in generale non ha particolari vezzi, è una donna incazzata e cazzuta piuttosto che una da rimmel e rossetto. Allora se un dettaglio è così evidente senza una scena introduttiva nella quale lei si trucchi preparandosi all’interrogatorio il dettaglio risulta inopportuno, o peggio inverosimile. Quelli che sembrano più grossolani e incompleti sono sicuramente i personaggi principali.

Rihanna viene inquadrata spesso nel film seppure abbia pochissime battute, ma le sue abilità di hacker non vengono esaltate poichè tutto risulta sempre molto facile, mentre di solito c’è sempre un momento dove l’informatico si impappina nei sistemi di sicurezza.

I colpi di scena ci sono però non temete e sono scanditi e con un accompagnamento musicale che pompa l’adrenalina.

Un’altra parte che abbiamo apprezzato è quella del post rapina: una volta che il colpo è andato a buon fine come è possibile tramutare dei diamanti in dollari sul proprio conto corrente? È qui che entra in azione il ricettatore Sarah Paulson, il suo è un personaggio  decisamente molto studiato e convincente seppure non sia uno dei principali. Sarah sembra avere una piccola ossessione per la malavita, nonostante cerchi di mantenere una vita di madre e moglie premurosa e organizzatissima, risulta per questo un character divertente e leggero.

Ma tra tutte queste donne vogliamo fare menzione dell’ unico uomo degno di nota James Corden che interpreta l’investigatore per conto dell’assicurazione. Anche il suo personaggio sembra essere interpretato in maniera molto naturale, volutamente sospettoso è guardingo tirerà fuori due o tre battute divertenti.

Questo episodio tutto al femminile della ormai saga di “Ocean’s n” risulta dunque un prodotto riuscito a metà, con grandi potenzialità e inserito in un contesto storico in cui avrebbe potuto fare da manifesto non solo ai vari movimenti di emancipazione femminile ma anche a sostegno di tutte le minoranze. Purtroppo lo sviluppo narrativo risulta molto semplice e alcuni dei personaggi troppo abbozzati; ci si domanda come sarebbe stato se la regia fosse stata affidata al papà della saga, il buon Steven Andrew Soderbergh.

Ocean’s 8: storia di una emancipazione riuscita a metà
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Laureata in design della moda, appassionata lettrice, ricerca sempre quel dettaglio che faccia la differenza. Il suo film preferito “da piccola” era Nightmare before Christmas, il suo film preferito “da grande” è Arrival. Sognatrice ad occhi aperti seriale, spesso immagina di ritrovarsi sul set di un film con Alfred Hitchcock, Milena Canonero, Jack Nicholson e Cher.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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