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Tutto è connesso.

È il 1987: dopo il successo incredibile di Guida Galattica per Autostoppisti, Douglas Adams rilascia il primo di quella che doveva essere un’altra saga, Dirk Gently – Agenzia d’investigazione olistica. Purtroppo il progetto rimane incompleto, perché Adams morirà dopo aver composto il secondo romanzo, La lunga oscura pausa caffè dell’anima e prima di pubblicare il terzo, Il salmone del dubbio. L’immaginario di Dirk Gently, sebbene non abbia avuto il successo planetario della Guida Galattica, ha avuto comunque un impatto notevole sui media.

Basti pensare che la BBC l’ha riadattato tre volte: la prima volta, nel 2004, come podcast narrato (e in questo caso aveva adattato anche il sequel). La seconda volta, nel 2010, aveva preso gli elementi più interessanti del romanzo e ne aveva fatto una nuova storia sotto forma di miniserie da tre puntate di un’ora, che ebbe però poco successo. La terza volta, invece, nel 2016 – questa volta però con l’ausilio di Netflix.

Dirk Gently’s Holistic Detective Agency fa da sequel del primo libro: dei personaggi originali rimane solo Dirk, e la storia è totalmente originale. Ma non per questo è da meno.

Max Landis, ideatore della serie (e già scrittore di American Ultra) ha sottolineato come l’obiettivo di questo nuovo adattamento fosse “rappresentare una serie con Dirk Gently, ma ispirata a tutto quello che Adams ha lasciato a questo mondo”. L’inaspettato, il no-sense – tutto prende forma dinamicamente in questa sorta di Dr. Who in miniatura (show di cui Adams stesso era innamorato, tanto da aver scritto tre storie per la serie originale e da aver rimescolato gli elementi di due di queste per dar vita a Dirk Gently).

Protagonisti di questo nuovo adattamento sono l’eccentrico investigatore Dirk (interpretato da Samuel Barnett) e Todd Brotzman, un semplice steward d’hotel (interpretato da Elijah Wood, alle prese con l’ennesimo ruolo per tentare di scrollarsi di dosso l’indimenticabile Frodo Baggins). Il loro incontro avverrà in maniera piuttosto casuale – nonostante Dirk continui a ripetere che tutto è connesso e ogni cosa porta automaticamente a un’altra – ma li porterà, giorno dopo giorno, a vivere un’avventura che ha dell’incredibile.

A fare da contorno altri personaggi caratterizzati molto bene: Amanda, la sorella di Todd malata di pararibulite, Farah Black, un’agente di sicurezza privata che combatte contro quella che sembra essere una strana cospirazione, e Bart – un’assassina “olistica”, come si definisce lei.

È proprio questo termine, “olistico” (che viene dal greco e si rifà alla teoria filosofica dell’olismo, che riassumendo sommariamente si potrebbe dire affermi che “il tutto è maggiore della somma delle parti”) che accomuna Bart e Dirk, e ci farà scoprire che dietro questi personaggi c’è una macchina più grande in movimento.

La prima stagione è condensata in 8 episodi: la tensione è sempre alta, non c’è un episodio filler o un attimo di pausa, tutto è funzionale allo sviluppo della trama che si intreccia e si scioglie alla stessa velocità – e con colpi di scena tutt’altro che banali. Nonostante gli ascolti non fossero stati stellari, BBC America ha rinnovato la serie per un’altra stagione – questa volta in 10 puntate, e con un intreccio leggermente diverso, mirato da una parte ad approfondire il passato di Dirk e dall’altra mostrandoci la squadra alle prese con un nuovo caso. Sebbene all’inizio di quest’ultima il tutto sembri troppo surreale – persino per gli standard della serie che del surrealismo ne fa il punto forte – lo sviluppo e la risoluzione riescono con maestria a far rientrare tutto “fuori dai canoni” come il resto del progetto.

Gli ascolti, tuttavia, sono stati registrati nuovamente al ribasso – e dopo questa seconda stagione BBC America ha deciso di far fuori la serie.

L’ultima parola, però, spetta a Netflix, che in qualità di co-produttore potrebbe salvarne le sorti… vedremo ancora il detective più sgangherato della televisione, questa volta esclusivamente online?

#NETFLIX: Dirk Gently – Agenzia d’investigazione olistica
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Studente di Economia per l’Arte da troppi anni, segue con forte passione tutto quello che può diventare veicolo tramite immagini e/o suoni. Caparbio divoratore di serie tv, crede nel valore dell’“alto” e del “basso”. Non è forse vero che senza Dirty Dancing non avremmo avuto Mulholland Drive?

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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