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Hell’s Kitchen, New York. L’avvocato Matt Murdock, dopo aver perso la vista da bambino a causa di un incidente radioattivo, sviluppa sensi sovrumani che utilizza per combattere il crimine per le strade della sua città nei panni di Daredevil.

In un panorama cinematografico dove il tema supereroistico è stato ormai spolpato in tutti i modi possibili da più case di produzione -Disney in testa- con Daredevil il genere è riuscito a ritrovare nuova linfa vitale. Attraverso una messa in scena che si muove tra virtuosismi e underground prende spunto da film come OldBoy di Park Chan-wook e in generale da parte della filmografia di Quentin Tarantino e David Fincher, per la gestione della violenza e, dal lato più psicologico e quindi di sceneggiatura più che di messa in scena, della rabbia.

Dopo i fallimenti, o successi parziali, di serie come Agents Of Shield, The Flash e Arrow, che hanno mantenuto una traccia fin troppo aperta al pubblico adolescente ovattando il potenziale dell’arco drammaturgico, con Daredevil le ossessioni e le ambizioni dei protagonisti (soprattutto di Matt Murdock/Daredevil e di Wilson Fisk/Kinping, interpretati rispettivamente dai bravissimi Charlie Cox e Vincent D’Onofrio) sono messe in primo piano e non sono frenate da nessun tipo di buonismo o attenzione ad offendere la sensibilità. Questo contribuisce a scavare nell’animo dei personaggi che, come accade nella vita vera (paradossale che a dare spessore ad una storia di supereroi sia proprio il realismo) sono estremamente contraddittori. Approfondire al massimo le interpretazioni attoriali e non intervenire quasi per nulla sugli effetti visivi ci porta in una dimensione del tutto nuova per questo tipo di prodotto che sfrutta fino all’ultimo minuto il vantaggio della lunghezza seriale per creare nel percorso dell’eroe diverse scanalature, aumentandone l’autenticità.

Avendo davanti agli occhi un materiale così chiaro e ben fatto capiamo quanto sia ancora pervicacemente presente nell’immaginario moderno il concetto di eroismo, inteso nel senso classico del termine. La figura dell’eroe e del suo percorso è rimasta pressochè invariata durante i secoli, modificandosi a seconda delle epoche in cui sono ambientate le storie, ma mantenendo costante l’idea di eroe alleato della forza fisica, non spirituale propria invece di Star Wars. Per quanto il personaggio di Matt Murdock sconfini spesso nel microcosmo dell’antieroico -affascinato dall’oscurità in cui è nato- rimane pur sempre presente la dicotomia tra bene e male sapientemente mascherata ed allontanata dalla banalità.

Ancora una volta si deve evidenziare il lungo sguardo delle produzioni Netflix, che proprio perché dedicate ad un pubblico che sceglie consapevolmente l’opera che desidera visionare, in modo molto più analitico rispetto ad un pubblico cinematografico o di serialità televisive più classiche, riesce ad esporsi verso esperimenti creativi che, sebbene rimangano in un ambito per lo più massimalista forniscono energia all’ambiente telefilmico che, grazie anche ad altre case -come laHBO-, raggiunge sempre di più il livello di grandi prodotti per il grande schermo.

NETFILX serie Tv// “Daredevil” di Drew Goddard
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“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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