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Si è conclusa alcuni giorni fa la seconda stagione de I Medici con un successo di pubblico annunciato. La serie italo-inglese, trasmessa da Rai 1, già l’anno scorso aveva appassionato il grande pubblico lasciando però diverse vicende in sospeso che qui si sono compiute. Il mio giudizio sulla prima stagione non era stato particolarmente lusinghiero, sfidando le ire dei tanti lettori appassionati, ma la mia speranza di un “rinascimento” con la seconda era comunque un segnale di fiducia che è stato ripagato.

I nuovi 8 episodi infatti, nonostante un “peccato originale” non risolto si sono riscattati portando trama, tensioni ed emozioni vere.

 

Ma andiamo con ordine: avevamo lasciato la famiglia Medici alle prese con l’attentato alla vita di Pietro, che aveva costretto il figlio Lorenzo ad assumere il controllo della banca di famiglia. Nella seconda stagione Lorenzo diventa protagonista in città con un approccio alla politica diverso dal padre, che porta Firenze a fiorire nei commerci e nell’arte come non mai. La sua voglia di cambiamento però lo porta a scontrarsi ancora di più con gli avversari di sempre: la famiglia De Pazzi che cercano in tutti i modi di frenare il nuovo corso. Lo scontro fra le due famiglie e le due visioni di potere e progresso attraversano tutte le puntate fino alla resa dei conti finale.

Più attenta della prima stagione alla verità storica, la seconda si conclude con due ore realmente emozionanti dove le interpretazioni dei protagonisti raggiungo livelli notevoli.

Su tutti Sean Bean, reduce dai successi de Il trono di spade e Il signore degli anelli, che è qui un carismatico Jacopo Pazzi. Il suo cinismo e la sua spietatezza rappresentano alla perfezione come a quei tempi il controllo del potere passasse, non solo dalla finanza e dai commerci, ma soprattutto attraverso un modo spregiudicato di tessere alleanze ed intrighi.

Accanto a quella del suo avversario storico è molto convincente anche l’interpretazione di un Lorenzo illuminato da parte di Daniel Sharman. Oltre a lui troviamo Bradley James e Sebastian de Souza nei panni del fratello Giuliano e del Botticelli che, insieme a Lorenzo, formano il terzetto che guida la rinascita della città.

Tutti sono protagonisti, con diversi ruoli e destini, della drammatica scena finale che conclama la “congiura de Pazzi” con la morte di Giuliano e la conseguente vendetta di Lorenzo con l’impiccagione dei Pazzi padre e figlio. Una summa quindi di tensione ed emozione che riscatta tutta la serie dopo l’inizio incerto della prima stagione.

Resta solo il “peccato originale” della ricostruzione scenografica ancora un po’ precaria, con incongruenze storiche legate alla scelta di usare alcune strade di Ferrara e Mantova per raccontare la Firenze dell’epoca.

Una scelta produttiva incomprensibile visto il livello della produzione e la vendita della serie in diversi paesi del mondo.
Per il resto tutto bene: qualità di scrittura, regia e interpretazione, con la certezza di una terza stagione lanciata dalla scena finale e dalla frase “dopo la morte ritorna la vita”, detta dal Botticelli ad un Lorenzo ancora scosso mentre dipinge la sua Primavera. Un inno ai nuovi accadimenti che vedranno Lorenzo, con non pochi sforzi, pacificare buona parte della penisola portandola ad un periodo di prosperità e pace.

I MEDICI 2: IL “RINASCIMENTO”C’È STATO!
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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