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Incredibile pensare a quanto la toilette sia fonte di ispirazione per i grandi nomi del cinema.

Da Psyco di Hitchcock, passando per American Beauty di Sam Mendes, fino a I Tenembaum di Wes Anderson e Love di Gaspar Noè, la stanza di bagno è divenuta protagonista indiscussa di scene memorabili entrate a far parte della storia del cinema.

Il cinema, si sa, è lo specchio della realtà esattamente come il bagno diviene allegoricamente specchio dell’intimità di ognuno di noi.

Oniricamente parlando, la toilette ha diversi significati. Tra questi si annoverano il bisogno simbolico di dover riuscire a soddisfare un desiderio, il rilascio di emozioni, la purificazione collegata all’elemento catartico per eccellenza che è l’acqua, la sessualità, l’autocontrollo e inoltre può essere espressione simbolica dell’inconscio di ognuno di noi.

Nel cortometraggio La grande rasatura di Martin Scorsese, in soli cinque minuti ci viene raccontata con un climax ascendente la ricerca ossessiva della perfezione e il masochismo portato all’estremo. Nelle prime inquadrature sono presenti diversi dettagli dei componenti del bagno che ci regalano, almeno per i primi minuti, una sensazione di distensione che dissimula ogni possibilità di un triste finale.

Gaspar Noè in Love, nell’ultima scena tremendamente toccante nella vasca da bagno, riesce a raccontare la potenza dei sentimenti e la realtà delle relazioni umane, attraverso le immagini dei due amanti e i drammatici chiaroscuri che ricordano un quadro del Caravaggio.

Prima di lui, Bertolucci, aveva fatto lo stesso, in Ultimo tango a Parigi e, con Marlon Brando e Maria Schneider, in The Dreamers, di cui tutti sicuramente ricordiamo la scena del bagno a trois, con i tre specchi sul bordo che riflettono l’immagine dei tre protagonisti e che ha reso la pellicola un cult.

Hitchcock, dal canto suo, dopo la lettura di Psyco di Arthur Bloch fu colpito dalla scena dell’omicidio di Marion Crane in doccia e accettò di fare il film unicamente per questo motivo.

Con questa scena il maestro della suspense psicologica è riuscito a far trasparire la tensione drammatica ed emotiva dell’omicidio, sperimentando il delitto sul grande schermo e servendosi di un luogo in cui ogni persona si sente al sicuro ma allo stesso tempo vulnerabile. Il bagno è dunque visto come un luogo nel quale rinchiudersi ed è espressione massima della nostra interiorità.

Altra pellicola in cui tutte le vicende degne di nota ruotano intorno al bagno è Pulp Fiction. Pensiamoci bene: quando Vincent Vega va in bagno, lo spettatore si sente un po’ come come l’Oracolo di Delfi, sa già che accadrà qualcosa di tragico. Si pensi a quando Mia Wallace va in overdose scambiando l’eroina per cocaina o a quando , uscendo dal bagno del diner Hawthorne Grill, c’è una rapina in corso o infine quando Vincent viene ucciso a casa di Butch, all’uscita dalla toilette.

Nel capolavoro Shining, con Jack Nicholson, Kubrick omaggia la “fotografa dei freaks” Diane Arbus che morì suicida tagliandosi le vene nella vasca da bagno, con la scena in cui Jack Torrance trova una donna in decomposizione in bagno che lo seduce.

In American Beauty, invece, Kevin Spacey, che interpreta Lester Burnham, immagina la sua Lolita nabokoviana Angela, interpretata da Mena Suvari, ricoperta di rose nella vasca da bagno.

Notevole la dissolvenza in Nirvana di Salvatores nella scena della vasca da bagno nella quale Lisa afferma di voler sciogliersi nell’acqua e andare giù nelle tubature scomparendo per sempre.

Se c’è stato un tempo in cui il bagno era un taboo, da Trainspotting a Pretty Woman, da Il Grande Lebowski a Scarface, la toilette au cinéma è indiscutibilmente sinonimo di successo, divenendo, senza ombra di dubbio, co-protagonista del film.

Les Toilettes al Cinema: storia di un’ossessione
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Carmen Bagalà

Studentessa c/o Bocconi e Ied, ha una grande passione per il cinema, la regia, l’arte e qualsiasi cosa si intenda per espressione dell’essere. Ha scoperto il cinema da piccola guardando Fellini e Godard e se ne è innamorata. È sempre alla ricerca della novità originale. Adora le simmetrie di Wes Anderson, Sorrentino e le serie tv made in UK.