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Dopo l’annuncio dei giorni scorsi della partenza l’8 di Maggio su Sky Atlantic de Il miracolo – prima serie tv ideata, sceneggiata e diretta da Niccolò Ammaniti – la mia immaginazione ha cominciato a volare, pulsando rapida come il sangue nelle vene o nella testa di alcuni protagonisti delle sue pagine più belle.

Non sapendo molto, se non che si parlerà di una Madonna ritrovata in un rifugio di ‘ndrangheta che piange sangue e stravolgerà per una settimana la vita di sei personaggi che ci avranno a che fare, è bello pensare a come la sconfinata e delirante fantasia dell’autore si tradurrà in immagini reali.

Iniziando dalla “cifra stilistica” che potrebbe avere un montaggio serrato, tinte forti e il simbolismo delle sue pagine; arrivando o allo stile narrativo dove ogni fan potrà fare il tifo per una delle modalità che Ammaniti ha sviluppato nei suoi libri.

Dall’ansia trascinante di Io non ho paura all’amore claustrofobico di Io e te; dalla struggente dolcezza di Ti prendo e ti porto via al coraggio e alla solitudine post atomica di Anna.

Adoreremmo vedere quel fantastico mix fra ironia grottesca e dura realtà descritto nel racconto L’ultimo capodanno dell’umanità e nel libro Che la festa cominci.

Partendo dallo spirito predatorio degli ultras del Nola che scendono su Roma per una festa in una villa sulla Cassia sconvolgendo un capodanno che già di per se sarebbe stato sconvolgente.
Passando per le Belve di Abbadon che cercano di diventare, da sfigati borgatari, una setta satanica più famosa d’Italia organizzando un omicidio clamoroso durante un party romano.

Per finire nella stessa festa dove, durante un safari organizzato nei boschi di villa Ada, gli ospiti cafoni vengono sterminati dai Ciccioni ciechi risorti dalle catacombe sotto la villa dove si erano rifugiati durante le Olimpiadi del ’60.

Se fosse così sarebbe un qualcosa che in Italia ancora non è stato prodotto. Un Walking Dead all’italiana, con la capacità che abbiamo solo noi di andare nel profondo dei sentimenti e die  simboli. In ogni caso: benvenuto Niccolò in un mondo dove avevamo bisogno di talento!

IL “MIRACOLO” si compie: Ammaniti scrive e dirige una serie TV!
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Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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