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Faccio una premessa iniziale: sono cresciuto a pane e Aldo, Giovanni e Giacomo. Non parlo solo dei loro film, di cui so gran parte delle battute a memoria, ma anche degli spettacoli teatrali, da I Corti a Tel Chi el Telun. 

Dopo aver visto al cinema Il Cosmo sul Comò nel lontano 2008 mi ero ripromesso di non andare oltre, per non rovinare i miei felici ricordi d’infanzia e non infangare l’immagine di tre comici che hanno fatto parte della mia vita quotidiana, come fratelli. I loro sketch o spettacoli sono un toccasana durante ogni momento di sconforto o stress, al pari di un episodio di Boris o di una puntata di How I Met Your Mother..

Proprio per l’affetto e la stima che nutro per il trio, considero quasi offensivi i commenti entusiastici che ho letto riguardo Odio l’estate.

I commenti di chi grida al capolavoro, di chi ha trovato nel film una perfetta commistione tra dramma e commedia, sono chiaramente frutto della delusione per i film più recenti del trio, a partire dall’ultimo Fuga da Reuma Park, che sembrava davvero il canto del cigno. Purtroppo però il fatto di aver realizzato un film discreto dopo una serie di fallimenti non trasforma automaticamente Odio l’Estate in un grande film.

La prima cosa che mi ha colpito del film è la scarsa capacità del trio di gestire i tempi comici con spontaneità, che è sempre stata la loro arma vincente. Con gli anni la loro recitazione è diventata meno sciolta e più “legnosa”, a tratti impostata, e infatti i (rari) momenti di comicità sono i più deboli del film. Fortunatamente Aldo, Giovanni e Giacomo se ne sono resi conto e hanno evoluto il loro stile, affidando le gag più rilevanti ad altri personaggi (Michele Placido e il suo maresciallo svogliato). I personaggi “secondari” diventano così primari: le tre mogli, in particolare, sono personaggi tridimensionali che cambiano nel corso del film, addirittura Maria di Biase sembra la vera protagonista del film, colei che da dietro le quinte mette in scena l’intera vicenda.

Il tono del film è chiaramente agrodolce, la malinconia è il sentimento dominante trasmesso dai personaggi e recepito dagli spettatori, anche per i continui riferimenti ai veri capolavori del trio, da Tre uomini e una gamba in poi.

L’idea di fondo è quella di immergere i personaggi nelle difficoltà della vita odierna: un commerciante in crisi professionale, un padre alle prese con un rapporto difficile con il figlio, un artista mancato troppo pavido per inseguire realmente i propri sogni.

L’intento è nobile, ma il risultato suona un pò artificiale. Pensate allo sketch per eccellenza del trio, l’episodio sul tram con protagonista Ajeje Brazorv, e alla frase conclusiva di Giovanni. Il controllore infatti, dopo aver compreso che sia Aldo che Giacomo sono cittadini in difficoltà e ai margini della società – un disoccupato e un cassa integrato – chiude un occhio sulla multa e decide di offrire un caffè a entrambi.

Quello sketch, sì, era in grado di cogliere l’essenza della commedia all’italiana, di mischiare comicità e malinconia in modo spontaneo. SPOILER ALERT: Puntare sull’effetto nostalgia degli spettatori, addirittura chiudere Odio l’Estate con il dramma della malattia di Aldo purtroppo non sortisce lo stesso effetto proprio perché è un espediente artificioso, non spontaneo. Il grande cinema, ne sono sempre più convinto, non ha bisogno di colpi ad effetto, ma di spontaneità.

Apprezziamo comunque il tentativo e ci godiamo il ritorno del trio sotto la direzione di Massimo Venier, che porta grande professionalità e competenza. Ma per favore non sprechiamo parole come “capolavoro”, né azzardiamo paragoni con i primi film del trio: sarebbe mancanza di onestà intellettuale.

 

 

Il grande ritorno di Aldo, Giovanni e Giacomo?
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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