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Film del 1989 di Gabriele Salvatores, appartenente alla “quadrilogia della fuga” comprendente Marrakech Express, Mediterraneo e Puerto Escondido.

Se nemmeno con questi indizi riuscite a ricordare il film che vi consigliamo oggi, eccovi la soluzione: parliamo di Turné.

Il film, girato nelle pause di lavorazione di Marrakech Express, ne è quasi l’ alter ego filmico. Pensate ai personaggi interpretati in entrambi i film da Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, viscerali ed affini, espressioni di stati d’animo diversi, personalità agli antipodi ma capaci di incontrarsi in un percorso di vita. Il film è la storia di due amici, attori teatrali di professione, che si dividono l’amore di una donna (Laura Morante), innamorata di entrambi per la loro diversità di carattere: debordante e sicuro di sè Dario (Abatantuono), taciturno, sofferente e dal fascino maledetto Federico (Bentivoglio).

Federico è distrutto dalla fine della relazione con Vittoria, e l’ amico di lunga data Dario gli procura un provino per la parte di Trofimov, personaggio de “Il giardino dei ciliegi” di Céchov, cercando di risollevare il morale del suo più caro amico, prima di confessargli inevitabilmente la propria relazione con Vittoria.

Il film, a differenza di Marrakech Express e Mediterraneo, non si apre con una frase o un pensiero sula valore della vita e del viaggiare, bensì con il provino di Federico, incupito e rabbioso.

Un monologo in cui recita una parte di “Paint it black” dei Rolling Stones; dietro di lui uno sfondo nero, buio che rappresenta l’anima sofferente di un uomo con il cuore a pezzi. I due amici si trovano ad un bivio, in un’età in cui si cerca di realizzare i propri sogni o di trovare il proprio posto nel mondo, si abbandonano vecchie speranze per cercarne di nuove , alla ricerca della piena consapevolezza.

Noi siamo impresari di noi stessi, la vita è una battaglia da vincere, recita Abatantuono, offendo allo spettatore la chiave perfetta di lettura del film. La figura di Vittoria incarna la necessità di una scelta per i due protagonisti: vivere l’ amore rinunciando all’ amicizia oppure la ricerca di un compromesso per una nuova rinascita.

Turnè è sicuramente uno dei migliori film di Salvatores, non molto conosciuto ma dal fascino viscerale, un film malinconico che offre uno spaccato autentico della vita, in cui non sempre si vince ma si ha sempre una possibilità di ricominciare.

Il film più bello e dimenticato di Gabriele Salvatores
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Andrea Lo Gioco

Come si può descrivere pienamente qualcosa che si ama? È difficile quasi impossibile , ma l’amore di Andrea  per i film e la sala cinematografica non conoscerà mai la parola fine. Adora ogni genere di film, considera Spielberg e Kubrick due cavalieri Jedi della storia del cinema. Film preferiti: Duel, Rapina a mano armata, Qualcuno volò sul nido del cuculo

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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