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Ritorniamo alle nostre amate serie TV, con il secondo capitolo della nostra guida all’ampio panorama offerto da Netflix. Dopo aver parlato la settimana scorsa delle migliori serie da binge watching (qui http://www.rumorifuoriscena.tv/speciale-netflix-2018-serie-tv-binge-watching/), oggi vogliamo passare ad un’altra categoria: le serie TV ambientate in un determinato periodo storico.

I titoli che oggi vi proproniamo sono infatti tutti accomunati dal tema dell’approfondimento, dalla ricostruzione di un preciso momento storico o fenomeno sociale che diviene esso stesso protagonista silenzioso della serie TV.

Ecco i nostri preferiti:

Mindhunter

Cosa spinge un uomo a commettere un crimine? Quali sono i meccanismi della mente umana che portano a compiere atti di efferata violenza? Queste le semplici ma rivoluzionarie domande che due agenti dell’FBI, accomunati dall’interesse per la psicologia criminale, hanno il merito di essersi posti per la prima volta negli anni ’70.

Ispirata a fatti reali, la storia si svolge nel profondo degli Stati Uniti: attraverso una serie di incontri con i più brutali assassini del paese, i due agenti si allontanano dalle procedure tradizionali, ormai obsolete, e arrivano a un’intuizione geniale che sta alla base della moderna criminologia.

Un perfetto ed inquietante spaccato della società americana di quegli anni, firmato in ogni particolare da David Fincher.

The Americans

La vicenda racconta la vita di due spie russe che vivono nei pressi di Whashington DC durante il delicato periodo della Guerra Fredda, in incognito. Particolarità della serie è la doppia scia su cui si sviluppa: da una parte lo spionaggio “hard”, raccontato in maniera assolutamente credibile e sviluppato fin nei minimi dettagli; dall’altro la vita privata dei due personaggi che, ai fini dell’operazione, si sono sposati e hanno costruito una tradizionale famiglia americana, con tanto di figli ormai adolescenti.

Cedere all’americanizzione o perseguire nella missione?

Una trama intricata e ricca di risvolti, condita da continui colpi di scena e riferimenti culturali che permettono di respirare a pieni polmoni l’atmosfera dell’America Reaganiana dei primi anni ’80.

Narcos

La serie TV Netflix forse di maggior successo, che quasi tutti conoscono ma che vogliamo comunque riproporre in questa categoria. Pur essendo diventata famosa per aver riportato alla ribalta il personaggio di Pablo Escobar, re del narcotraffico colombiano, in realtà la serie fa molto di più: è capace di descrivere un fenomeno ampio e intrigante, una fitta realtà di cartelli e di lotta alla droga durata per tutto l’arco degli anni ’80.

Insieme alle stagioni cambia anche il ritmo narrativo, il focus si allarga sempre di più fino ad arrivare, nella terza stagione, alla dilagante corruzione che attraversa le forze di polizia colombiane.

L’eccellente ricostruzione di un episodio di storia recente raccontato in maniera onesta, senza eccessi, che ci permette di gustare il ritmo (a tratti) pacato del Sud America.

Peaky Blinders

In un universo cupo, dove l’espansione malavitosa è strettamente legata alla dimensione familiare dei quartieri di Birmingham, il protagonista Tommy Shelby (un entusiasmante Cillian Murphy) ha ancora negli occhi gli orrori della Prima Guerra Mondiale ed è alla costante ricerca della pace interiore.

Giunta alla quarta stagione e con una quinta in preparazione, la serie della BBC è ambientata nell’Inghilterra degli anni ’20 e s’ispira ad una banda di criminali realmente esistita, per raccontarne l’ascesa e il declino.

Oltre al cast impeccabile e sempre più internazionale, ne consigliamo la visione per la meravigliosa scenografia, esempio perfetto di come in alcuni casi i luoghi possano diventare veri e propri protagonisti.

 The Crown

“The Crown must win, must always win”. Una verità assoluta e mai messa in discussione, il tema centrale di questa serie TV di altissimo livello, ennesima vittoria di Netflix.

La storia prende il via dal 1947 e racconta i primi anni di regno della regina Elisabetta II (interpretata da una bravissima Claire Foy) in una realtà in cui il dovere viene sempre prima del piacere, e la difesa delle istituzioni è l’unica cosa che conta.

Ideata dallo sceneggiatore di The Queen, tanto per restare in tema, è una serie che non alza mai la voce ma che non rinuncia ad essere graffiante, che si basa sul non detto, assolutamente perfetta nella resa delle contraddizioni e dei conflitti interiori dei personaggi.

Aquarius

Un poliziesco che racconta l’indagine condotta da due agenti per ritrovare una giovane scomparsa, a Los Angeles. Questo è solo l’espediente per arrivare a ciò che la serie in realtà è: la cronaca, leggermente romanzata, dell’ascesa di Charles Manson (ai tempi un criminale-aspirante musicista-hippie) e dei terribili crimini commessi da lui e dalla sua “famiglia” verso la fine degli anni ’60.

Interessante come la vicenda segua uno schema assolutamente orizzontale, portata avanti di pari passo sia dal punto di vista dei poliziotti, sia da quello di Manson e delle sue giovani adepte.

Il tutto nella cornice di un periodo storico turbolento, agitato da sommosse e tumulti sociali, con l’aggiunta di David Duchovny (X-Files, Californication) nei panni del detective, che non guasta mai.

 

#GUIDA NETFLIX 2018: serie TV con ambientazione storica
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Giurista di formazione ma scrittrice di indole, ha un Master in Giornalismo e una forte passione per tutto ciò che sia in grado di provocare riflessioni e cogliere le sfumature più delicate, arte cinematografica in primis. Considera Wes Anderson e Terrence Malick le pietre miliari del suo amore per il cinema.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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