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La terza stagione di Gomorra, almeno in un primo momento, sembrava arrivare con meno aspettative del solito. Forse perché Stefano Sollima, regista e colonna portante della serie, ha abbandonato per dedicarsi a produzioni hollywoodiane. O forse perché Netflix ha lanciato con grande successo Suburra: le due serie non sono paragonabili, ma è indubbio che abbiano elementi comuni. Forse semplicemente perché siamo giunti alla terza stagione, molti dei protagonisti più amati sono morti, il rischio di essere ripetitivi è dietro l’angolo.

Tutte queste voci sono state smentite. Intelligente la mossa di marketing di far uscire i primi due episodi della serie in oltre trecento sale cinematografiche. Il risultato? Oltre 500mila euro di incassi in due giorni, primo posto al Box Office. Gomorra è tornata, signore e signori.

Dove eravamo rimasti?

La morte del boss Pietro Savastano, per mano di Ciro Di Marzio, ha lasciato un vuoto forse incolmabile. Il popolo scende in piazza per piangere (difficile non andare con la mente a quanto sta succedendo per Totò Riina), i capi cercano una nuova guida. Gennaro sembra pronto a prendere le redini, lo vediamo più stabile, anche per la nascita del figlio Pietro. Ciro, l’Immortale, ha perso tutto ciò che aveva: sua moglie e la figlia, difficile capire quale sarà il suo futuro Ora la domanda è semplice: chi sono gli amici, e chi i nemici?

Inevitabilmente, Gomorra cerca a tutti i costi il colpo di scena, per tenere alta l’attenzione e coinvolgere.

Se nella prima puntata il colpo di scena sembra abbastanza telefonato, è nella seconda che avviene qualcosa di interessante. Gli eventi si spostano in avanti di un anno, senza che nulla ci venga detto del tempo trascorso. Il pubblico è ormai abituato alla narrazione seriale, ai continui ribaltamenti, alle morti improvvise dei personaggi. Ecco dunque che si rendono necessari nuovi espedienti, come lo sfasamento temporale, o l’introduzione di nuovi personaggi.

Tra le novità più importanti troviamo Gegè, il contabile di Genny, che nonostante l’indole tranquilla si trova catapultato in un mondo di violenza, di cadaveri da lanciare in mare, di narcos dell’Honduras. Ma non è l’unica novità, prepariamoci a parecchi volti nuovi nei prossimi episodi…

Il rischio è quello di rimanere spaesati, visto che la narrazione si concentra su personaggi e scenari diversi.

E invece rimane quell’elemento di familiarità, la vera forza di Gomorra in questi anni. Una struttura tecnica perfetta, una fotografia cupa e grigia, una colonna sonora capace di dare ritmo alle scene di azione. Se a cambiare è il contenuto, ciò che deve rimanere uguale è la confezione. E questo lo si deve in gran parte alla regia di Cupellini, sempre di alto livello. Un’atmosfera tesa pervade i primi episodi, in costante attesa dei primi colpi di scena.

Non ci resta che aspettare, fiduciosi, che i prossimi episodi facciano luce su quale direzione voglia prendere la serie. Non dimentichiamolo, prima di criticare o sottovalutare: Gomorra è quanto di meglio la serialità italiana abbia prodotto a livello tecnico e di credibilità internazionale.

 

#GOMORRA3: I primi due episodi
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot