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Se avete perso la Parte 1: http://www.rumorifuoriscena.tv/focus-paolo-virzi/

Continua la nostra analisi monografica sul regista Paolo Virzì, maestro ereditario della commedia all’italiana, capace di sperimentare generi narrativi diversi, come vedremo nell’analizzare questi 4 film

Parte 2

Ovosodo

Il primo vero successo di Virzì, che all’epoca vinse un riconoscimento importante a Venezia per questo scanzonato e malinconico ritratto livornese. Si vede subito che è un film ancora acerbo quanto a completezza stilistica, che si appoggia al continuo voice-over del protagonista per alleggerire la narrazione, grazie al marcato accento toscano e al tono scherzoso. Emerge però il senso di necessità di raccontare una generazione rassegnata, fin dall’adolescenza, a un’esistenza da comprimari. Tanti gli elementi autobiografici, in una narrazione che profuma di realismo, condita da una sequenza di scene di vita quotidiana, piccole gag, momenti riflessivi e nostalgici. Poche le concessioni alla commedia più scurrile (celebre il “Palaia” pronunciato in un unico rutto), molti gli spunti di riflessione – anche sulla realtà operaia come fucina di uomini veri e sinceri, come si vede bene sul finale del film.

Tutta la vita davanti

Virzì continua la sua analisi sociale sull’Italia e si lancia su una commedia dolceamara e a tratti grottesca, o meglio quasi surreale, in cui si denuncia la realtà lavorativa dei call center, metafora perfetta di una generazione precaria, spiantata e sull’orlo della crisi nervosa. La protagonista, una giovane Isabella Ragonese, funge da elemento innocente, catapultato in una realtà agghiacciante per mancanza di alternative, una laurea e parecchi colloqui di lavoro falliti alle spalle. I tocchi più graffianti sono riservati ai personaggi di Sabrina Ferilli e Massimo Ghini, uomini e donne patetici e disgustosi che ricordano le macchiette de La Grande Bellezza, ancorati al proprio orticello ed estremamente soli. Un briciolo di umanità in più si ritrova nei sempre ottimi Elio Germano e Valerio Mastandrea, ma il pessimismo di fondo del film è solo vagamente mitigato.

Caterina va in città

Finito ingiustamente nel dimenticatoio, il film è l’ennesimo capitolo dell’analisi giovanile di Virzì, sulle sue contraddizioni e sofferenze. Stavolta la giovane e candida Caterina è “vittima” delle attenzioni del padre (monumentale Sergio Castellitto, forse nel ruolo più riuscito della carriera), uno scrittore fallito alla perpetua ricerca dell’aggancio giusto per promuovere il proprio libro, un moderno arrampicatore sociale. L’Italia sembra spaccata in due, tra l’élite di politici-intellettuali che governano il paese e un ceto medio, disorientato e impotente, di cui Caterina è il volto più provinciale e innocente. Impossibile non rimanere ammaliati e inteneriti dal suo disorientamento nel passare da un’amicizia superficiale all’altra, nel suo metaforico passaggio dal mondo ideologico di sinistra a quello della destra, dove le due fazioni sono però solo facciata e simboli, non valori e ideologie.

Ella&John 

Banco di prova importante per Virzì, che si confronta per la prima volta con gli USA e lo fa – come tanti italiani prima di lui, vedasi Sorrentino – con un road movie, forse perché “fare il turista” in terra straniera spaventa di meno. Stavolta introduce con una certa fatica i personaggi, in particolare quelli secondari, e stenta a trovare quel ritmo incalzante: come un ingranaggio che deve essere oliato, il film si sblocca letteralmente con il passare dei minuti. Ella e John ci conquistano perché sono due pesci fuor d’acqua, marginali comparse in un mondo che non riconoscono più e a cui non appartengono. Inseguono domande a cui non sanno rispondere, si aggrappano ai ricordi e alla forza di un amore quasi inspiegabile. Vale davvero la pena vivere una vecchiaia fatta di ricordi e di rimpianti?

Focus on: Paolo Virzì – Parte 2
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot