fbpx
Ti sarà inviata una password per E-mail
Tempo di Lettura: 2 minuti

Tutto il mio folle amore è il nuovo Road Movie di Gabriele Salvatores tratto dal romanzo di Fulvio ErvasSe ti abbraccio non avere paura. Il titolo si ispira al verso della canzone “Cosa sono le nuvole” di Domenico Modugno. La pellicola è stata presentata fuori corso alla mostra del cinema di Venezia e verrà distribuita dal 24 ottobre nelle sale italiane.

Tutto il mio folle amore racconta la storia di Vincent, ragazzo di sedici anni che soffre di disturbo della personalità e di autismo, il quale intraprende un viaggio con il padre Willi per le strade deserte dei Balcani. Il viaggio porterà i due a conoscersi e costruire un legame indissolubile. L’interpretazione di Vincent da parte di Giulio Pranno al suo esordio è decisamente difficile ma molto credibile. Il protagonista viene sicuramente sorretto da attori esperti come Claudio Santamaria (Willi), Valeria Golino (la mamma Elena) e un tenero Diego Abatantuono (il patrigno Mario), ma riesce a mostrare verosimilmente il disagio e la difficoltà che un ragazzo come lui è costretto ad affrontare.

Il film è assolutamente lineare, senza particolari colpi di scena o finali inaspettati ma possiede qualche aspetto interessante. Il regista decide di descrivere al pubblico le crisi, i problemi e la malattia di Vincent nel concreto, senza utilizzare parole ormai superflue. La frase di Salvatores nelle note di regia colpisce “visto da vicino nessuno è normale” quasi a voler dimostrare che tutti possiedono una vena di follia, alcuni più bravi di altri a mascherarla.

Salvatores tuttavia non riesce ad appassionare e coinvolgere particolarmente.

Tutto questo “folle amore” che ci si aspetta leggendo il titolo non è presente, si fa fatica a percepire il vero affetto dei genitori nei confronti del figlio, sembrerebbe quasi che il più affezionato e legato al ragazzo sia Diego Abatantuono che non è di fatto il vero padre. La pellicola oltre al viaggio racconta di come nascono e si trasformano i legami familiari, ognuno a suo modo difficile da costruire e da mantenere. La madre di Vincent fatica molto ad instaurare un rapporto con il figlio, il padre, assente per i primi sedici anni del protagonista, riesce nonostante le difficoltà ad educarlo e capirlo.

Tutto il mio folle amore è un film semplice nel suo svolgimento e complicato per i temi affrontati. La prima parte lascia al pubblico una sensazione di malessere e tristezza che si trasforma nel finale in una piacevole serenità.

Il nuovo film di Gabriele Salvatores non appassiona e non convince
4.5 (90%) 2 votes

Laureata in Scienze dei Beni Culturali, le sue passioni sono il cinema e il calcio. Ama tutti i film di Paolo Sorrentino e di Alfred Hitchcock, primi tra tutti La Grande Bellezza e Psycho. Grande sostenitrice dei film rilassanti e della bella fotografia. Si prenderebbe volentieri un caffè con Quentin Tarantino e Woody Allen.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

La newsletter di RumoriFuoriScena è gratuita. Breve. Scritta da amanti del cinema per amanti del cinema.

Iscriviti alla newsletter!

Vai alla barra degli strumenti