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Il Noir in Festival, la più importante manifestazione italiana dedicata al noir nel cinema e nella letteratura, giunta alla XXVII edizione (Milano e Como dal 4 al 10 dicembre), si aprirà domenica 3 dicembre all’Auditorium IULM di Milano, nel solco di una vocazione al femminile che mai come nelle ultime settimane abbiamo visto apparire come stretta attualità.

Dalla presentazione di inizio lavori traspare infatti la piega marcatamente internazionale della kermesse, che utilizzerà il suo privilegiato occhio critico per sviscerare tematiche quali la violenza sulle donne e la lotta di potere fra generi.

Sarà infatti Margaret Atwood, scrittrice dai cui lavori ha tratto ispirazione la pluripremiata serie Netflix The Handmaid’s tale – Il racconto dell’ancella, ideata da Bruce Miller con Elizabeth Moss e Joseph Fiennes, che tratta la condizione femminile all’interno di un futuro straniante e distopico, a ricevere nel contesto della rassegna il prestigioso Raymond Chandler Award, il premio letterario dedicato alla scrittura noir che ogni anno laurea un maestro del genere.

Non mancheranno focus su produzioni o personaggi che hanno fatto la storia e la fortuna del genere. E’ in programma una proiezione speciale de Il silenzio degli innocenti, vincitore di ben 5 premi oscar nel 1991, con l’indimenticabile Dottor Hannibal interpretato da Anthony Hopkins, tirato a nuovo per l’occasione. Ci sarà la proiezione di In a lonely Place di Nicholas Ray (martedì 11 dicembre alle 17 alla IULM), con a seguire un imperdibile master class di Adrian Wootton (direttore del London Film Board) su Gloria Grahame, un’icona del noir oltre lo schermo.

Nel ventre della rassegna avverranno premiazioni filmiche di respiro nazionale e internazionale.

Questi i titoli in gara per aggiudicarsi il concorso:

Madame Hyde, con Isabelle Huppert e Romain Duris, di Serge Bozon (Francia, 2017)

Handia, con Eneko Sagardoy e Joseba Usabiaga, di Jon Garano (Spagna, 2017)

Burn Out, con Manon Azem, François Civil, Samuel Jouy, di Yann Gozlan (Francia, 2017)

Euthanizer, con Matti Onnismaå, Jari Virman, di Teemu Nikki (Finlandia, 2017)

You were never really Here, con Joaquin Phoenix (ingrassato a regola d’arte), Ekaterina Sansonov, di Lynne Ramsay (Gran Bretagna/Francia, 2017)

The Nile Hilton incident, con Mari Malek e Yaser Aly Maher, di Tarik Saleh (Svezia/Danimarca/Germania, 2017)

The murderer in four acts, con Marsha Timothy, Dea Panendra, di Mouly Surya, già premiatissima a discapito dei 37 anni d’età (Indonesia, 2017)

Tomato Red, con Jake Weary, Julia Garner, Anna Friel, Nick Roux (Irlanda/Canada, 2017)

Tra Como e Anteo-Palazzo del cinema inoltre sono previsti alcuni eventi del tutto speciali.

Tra questi il ritorno del commissario Maigret,  nell’attesa serie TV Maigret’s dead man, con Rowan Atkinson (già, l’indimenticabile Mister Bean: errore grossolano sottovalutare la sua scavata venatura da attore drammatico); verranno proiettati film fuori concorso come Rachel, con Rachel Weisz, Wonderstruck, con Julianne Moore, Il demone di Laplace, esperimento italiano di Giordano Giulivi, oltre al già citato Il silenzio degli innocenti.

A seguire un’altra lunga serie di eventi e incontri con numerosi autori, scrittori, registi e attori: Donato Carrisi, fresco di sala con il suo La ragazza nella Nebbia, riassumendo un po’ tutte queste figure, ci esporrà la sua esperienza e la sua particolare veduta sul genere.

Verrà premiato anche il miglior noir italiano.

In lizza e in proiezione all’auditorium IULM, film quali Omicidio all’italiana di Maccio Capatonda, Ammore e Malavita dei Manetti Bros., lo stesso La ragazza nella nebbia e per concludere, I figli della notte, di Andrea De Sica.

Innumerevoli saranno poi i forum letterari: vedere il programma della rassegna per credere. Non rimane dunque che una piccola nota registica per concludere: la presentatrice e curatrice del Festival, Marina Fabbri, giura che ‘Se verrete con me a Como, sbirceremo in villa Clooney per vedere come crescono i gemelli‘. In un festival dove il rosa trionfa, non poteva mancare un pò di sano e sincero voyeurismo. Ci vediamo in sala!

#FESTIVAL: “Noir in Festival 2017”
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Mattia Soddu

Vive la propria vita come fosse un film, ne scrive per naturale conseguenza. Affetto da una seria forma di bipolarismo (pluri?) sin dai teneri natali, è capace di ridere a crepapelle per un horror come di piangere amaramente con un cartone animato. Cinico e bastardo al giusto grado. E’ brutalmente affascinato dal Giappone, non sa il perchè.