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E’ notizia di ieri che l’ANICA ha scelto  di Matteo Garrone come rappresentante dell’Italia per gli Oscar 2019. Il film ha avuto la meglio sugli altri 20 film selezionati in precedenza come più rappresentativi del cinema italiano della passata stagione. Per quanto ci riguarda, un scelta corretta sotto molti punti di vista che andremo brevemente a spiegare.

Prima motivazione, la più scontata: il film è davvero splendido.

Dogman è l’esempio del livello che il cinema italiano può raggiungere quando si muove nella propria comfort zone. Matteo Garrone ha trovato nel calabrese Marcello Fonte il volto perfetto per raccontare una storia di bassifondi, solo parzialmente ispirata al delitto del “Canaro della Magliana”. Una storia in cui polvere e fango sono i reali protagonisti della narrazione. Garrone è perfetto nel creare un’atmosfera opprimente, quasi claustrofobica, e mantenere questo tono per tutta la durata del film. Solo in pochi, commoventi attimi di amore padre-figlia si riesce a respirare, a vedere la luce.

Per approfondire, qui trovate la nostra recensione: https://bit.ly/2N3i8Fz

Seconda motivazione: il film ha dimostrato di avere un appeal internazionale, grazie al successo al Festival di Cannes e alla distribuzione in oltre 40 paesi.

Nei due anni precedenti, al contrario, la scelta era ricaduta su film di indubbio valore (Fuocoammare e A Ciambra) ma forse poco adatti a una platea come quella degli Academy Awards. Dogman è l’espressione migliore della direzione presa dal cinema italiano negli ultimi anni. Un cinema che non ha timore di mostrare il proprio lato dark e le pagine più buie della sua storia recente.

Si prenda l’esempio di Gomorra – La serie, il prodotto seriale italiano di maggior successo nella storia. Oltre 170 paesi raggiunti e un’ottima accoglienza anche del pubblico statunitense. Le ambientazioni nei bassifondi metropolitani, le atmosfere opprimenti, personaggi ambigui e mai esclusivamente positivi o negativi. L’Italia ha saputo creare un proprio “genere”, un marchio di fabbrica riconoscibile anche dal pubblico internazionale, ed è giusto continuare su questa strada.

L’altro titolo davvero in lizza con Dogman era Sulla Mia Pelle, con un monumentale Alessandro Borghi.

Ancora una volta: ambientazione urbana, personaggi ambigui, atmosfera tesa e tagliente. Un altro film ispirato alla cronaca nera, a una faccia che l’Italia per anni ha avuto paura di mostrare.

Che sia davvero giunto il momento di invertire la rotta? Che Dogman possa essere il film giusto, se non per vincere l’Oscar, almeno per rientrare nella short-list dei primi 5?

Credits Image: ANSA; "WeLoveCinema; "ComingSoon"
“Dogman” di Matteo Garrone agli Oscar: scelta corretta?
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Laureato in Economia per Arte, Cultura e Comunicazione, ha una spiccata passione per il marketing cinematografico. Cresciuto a pane e Mostra del Cinema di Venezia, ha in Roman Polanski e Woody Allen i suoi maestri. Le Serie TV sono una passione più recente, da Mindhunter a Mr.Robot

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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