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Abbiamo avuto la possibilità di partecipare all’anteprima nazionale il 21 marzo all’Arcadia Cinema di Melzo del film Captive State, proiettato sullo schermo della Sala Energia, miglior sala d’Europa nel 2017.

L’evento è stato organizzato dalla società di distribuzione, la Adler Entertainment, in collaborazione con BadTaste.it e, naturalmente, Arcadia Cinema. Ad accogliere gli spettatori c’erano maschere antigas, fumogeni e set fotografici, il tutto contornato da una luce rossa, perfetti per immergere il pubblico nell’atmosfera di una Chicago totalmente diversa da come siamo abituati a conoscere.

In una società orwelliana in cui gli alieni hanno preso il controllo della Terra da ormai dieci anni, la Resistenza si riunisce per un ultimo, disperato, tentativo di accendere un fiammifero per scatenare la guerra.

Le premesse per un sci-fi movie all’insegna dell’azione e degli effetti visivi ci sono tutte, ma il lungometraggio di Ruper Wyatt, che forse ricorderete dietro la macchina da presa in L’alba del pianeta delle scimmie, e sceneggiato dalla moglie Erica Beeney, decide volutamente di prendere un’altra strada, trasformandosi in un thriller spionistico.

Sfruttando il background alieno, con “i legislatori alieni” che sostituiscono il Partito in 1984, la teoria del controllo umano tramite la tecnologia si dimostra plausibile e del tutto credibile, così come la scelta di mantenere i governi al comando per conto degli extraterrestri, mentre questi sono occupati a sfruttare le risorse naturali nel sottosuolo, e le nazioni si impoveriscono. Sebbene, infatti, i politici annuncino a gran voce un livello di occupazione alto come non mai, è palese come la realtà a Chicago sia ben diversa come testimoniano le immagini che il regista decide di mostrarci.

La pellicola, seguendo le orme di uno spy-thriller della Seconda Guerra Mondiale, si discosta per il suo realismo dagli altri film che trattano l’invasione aliena.

Ma mentre Arrival e District 9 erano riusciti a differenziarsi egregiamente, il tentativo ambizioso ma non del tutto riuscito di Captive si rivela un discreto thriller spionistico-distopico incapace di soddisfare pienamente lo spettatore.

Forse concepito con l’idea di avere un seguito, Captive State, già uscito negli Stati Uniti il 15 marzo, ha incassato poco più di $ 5 milioni, a fronte di un budget di 25 milioni di dollari e di un cast che può vantare la presenza di John Goodman, il protagonista di Moonlight Ashton Sanders e la candidata all’Oscar Vera Fàrmiga. Sarà nelle sale italiane a partire dal 28 marzo, e se volete un film che tratti l’invasione aliena che non assomigli a La Guerra dei Mondi di Spielberg, potrebbe essere il film che fa per voi.

“Captive State”: fantascienza o pressante attualità?
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Classe 97, laureato, polemico e sincero. Divora film con la stessa frequenza con cui si riempie la pancia, il che avviene molto spesso.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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