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È finalmente partita la 69esima edizione della Berlinale, il festival del cinema di Berlino, e lo ha fatto con un titolo piuttosto controverso: The Kindness of strangers. Scritto e diretto da Lone Scherfig, regista celebre per le sue commedie d’amore come One Day, ma soprattutto per An Education che ricevette ben tre candidature agli Oscar del 2010.

Ma torniamo al film d’apertura della manifestazione: la vicenda narra di un gruppo di sconosciuti che a New York si arrabatta come può per arrivare a fine giornata. Ognuno di loro infatti ha alle spalle un passato complicato. C’è Clara che dalla provincia americana scappa con i due figli piccoli a New York  da un marito violento, Jeff che non riesce a tenersi un lavoro e finisce per strada.

C’è poi Alice che impiega la sua vita 24h ad aiutare il prossimo in tutti i modi possibili per espiare un imprecisato senso di colpa, e Mark che invece gestisce un ristorante russo che lo ha salvato dal triste destino che ha atteso invece suo fratello. Tutti loro, insieme ad un altro paio di personaggi di contorno (primo tra tutti uno straordinario e divertentissimo Bill Nighy) si incontrano grazie a dinamiche diverse ma credibili e in contesti disparati iniziano a darsi una mano a vicenda. 

Il film quindi diventa così un inno alla generosità, alla compassione e all’essere umano inteso come singolo facente parte di una comunità.

A tratti però la Scherfig si spinge un po’ oltre, cadendo in una esagerazione che, seppur portavoce di un messaggio iper positivo, diventa quasi irritante per la sua reiterazione  – seppur senza mai scadere nel melenso.

Bellissima la New York che fa da sfondo a tutti i 112 minuti di pellicola: ben lontana dagli sfarzi decantati nella maggior parte dei film, si mostra in tutta la sua bellezza più cruda, con i bassifondi sporchi e i vicoli fumanti che si alternano a cene di gala e vetrine super-lusso e, come in un romanzo verghiano 2.0, incanta proprio per la sua umana sincerità.

Sicuramente forte la decisione degli organizzatori del festival di designare The Kindness of Strangers come film d’apertura, non tanto per lo spessore qualitativo del film quanto per il messaggio che si porta dietro, una celebrazione della filantropia e dell’ altruismo che ben si discosta dal triste periodo storico in cui ci troviamo.

#BERLINALE69: The Kindness of Strangers
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Producer di professione e redattore per passione, vive con entusiasmo e curiosità tutto ciò che gravita intorno al mondo della settima arte. Amante dei festival cinematografici così come della comoda accoppiata divano-Netflix, era uno dei massimi esperti di binge watching ancor prima di sapere cosa volesse dire.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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