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Zack Snyder torna sul grande schermo con un nuovo film ispirato al mondo DC Comics. Maestro negli adattamenti da fumetti e graphic novel (“L’alba dei morti viventi”, “300”, “Watchmen”), Snyder propone “Batman v Superman – Dawn of Justice” come un sequel decisamente alternativo di “Man of Steel”. Nonostante a prima vista la sfida tra i due colossi DC possa sembrare un azzardo fuori luogo, il risultato finale non è male.

La trama del film ruota tutta intorno al tema della giustizia: da sempre Superman (Herny Cavill) si prodiga per sconfiggere i cattivi (vedi il generale Zod, suo acerrimo nemico), ma sembra non rendersi conto della distruzione che lascia al suo passaggio. Il miliardario Bruce Wayne (Ben Affleck), alias Batman, non vede di buon occhio l’operato del supereroe dal mantello rosso e decide di affrontarlo, nonostante sappia dell’entità fallimentare della missione. La stessa Corte Suprema degli Stati Uniti vuole sottoporre Superman ad un processo: si prodiga davvero per l’umanità o combatte solo per rispettare la sua missione sulla Terra? A sostegno dei sospetti contro il supereroe che dilagano tra la popolazione di Metropolis, Lex Luthor (Jesse Eisenberg) propone alla senatrice June Finch di poter importare la kryptonite dall’Oceano Indiano, dove è stata ritrovata, come arma di difesa contro la minaccia di Superman. Intanto Lois Lane (Amy Adams), giornalista al “Daily Planet” e fidanzata del collega Clark Kent, muove i fili della trama attraverso le sue indagini per scoprire il complotto contro Superman.

Quando il regista ha scritturato Ben Affleck nel ruolo di Batman, molti aficionados del personaggio – interpretato per eccellenza da Christian Bale – non avranno di certo apprezzato la scelta. Tuttavia, Affleck riesce a dare forma al Batman voluto dal regista: stanco, un po’ invecchiato, dedito ormai al whiskey e alle belle donne più che alla difesa di Gotham. È l’alter-ego dell’aitante ed indistruttibile Superman, alias il giovane giornalista Clark Kent, interpretato sempre da Henry Cavill, protagonista anche in Man of Steel.

Il confronto tra i due supereroi in questo film non è basato sulla mera misura della loro forza, bensì sulla loro concezione della giustizia. Superman ha indubbiamente il potere di cancellare in un attimo l’intero pianeta Terra, ma sceglie di non farlo; Batman, invece, non tollera che possa esistere un elemento potenzialmente negativo per l’umanità, a fronte della strage che “l’Uomo d’acciaio” ha lasciato dietro di se’ dopo lo scontro con il generale Zod. Di fatto, è proprio la scelta di Superman di combattere per il bene dei terrestri che lo rende umano, nonostante sia un alieno. Dall’altra parte, Lex Luthor, rampante imprenditore di Metropolis, sostiene che chiunque abbia potere sia automaticamente corrotto: la brillante interpretazione di Jesse Eisenberg da forma al giovane Luthor come un megalomane mentalmente instabile, ossessionato da Superman. È proprio lui che accende il confronto tra i due colossi, i quali si accorgeranno di avere in comune più di quanto pensino. L’elemento sorpresa di questo film, infine, è l’epifania di Wonderwoman, personaggio che non è mai stato adattato cinematograficamente. L’unione di Superman e Batman non si esaurisce nello scontro tra i due, ma mette alla prova tre supereroi contro una minaccia più grande, da sconfiggere tutti uniti.

Per concludere, il tema della giustizia riesce a dare spessore psicologico ai personaggi, normalmente caratteri a tutto tondo, che si confrontano con le proprie personalità su un terreno comune. A differenza di molti film di supereroi in cui tutta l’attenzione è incentrata sulla trama e sui superpoteri dei personaggi, qui la narrazione ha una funzione di ponte tra passato e futuro. Infatti, Dawn of Justice non è altro che il (molto probabile) preludio di un futuro film sulla “League of Justice”, contraltare DC degli Avengers targati Marvel.

Batman vs Superman: dawn of justice di Zack Snyder
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“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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