fbpx
Ti sarà inviata una password per E-mail
Tempo di Lettura: 4 minuti

Ma quanto sarebbe bello se i buoni combattessero i cattivi con la stessa forza e talvolta le loro stesse regole?! O ancora meglio: quanto godremmo se le istituzioni non fossero imbrigliate dalla burocrazia e non dovessero porgere sempre l’altra guancia?!

Questa poteva essere l’idea di fondo della serie “I bastardi di Pizzofalcone” di cui è partita la seconda stagione, ogni lunedì alle 21.25 su Rai 1.

Gli agenti del commissariato che dall’alto domina Napoli sono di nuovo tra noi,  dopo il buon successo della prima serie l’anno scorso con quasi 7 milioni di spettatori a puntata.

Dico “poteva essere” perchè, dopo una partenza basata su quei presupposti, essi sono rimasti in superficie senza incidere più di tanto nel racconto. Ma andiamo con ordine.

La serie è tratta dai libri di Maurizio De Giovanni e racconta le vicende di un commissariato in difficoltà e a rischio chiusura dopo l’allontanamento di alcuni agenti implicati in affari sporchi. I rimpiazzi sono “raccattati” da altri uffici, ma il loro essere “scarti” e la loro unione diventano il loro punto di forza.

A guidarli è l’ispettore Lojacono, in arrivo dalla Sicilia, da dove è stato allontanato per una ingiusta accusa di commistione con la mafia. La sua vita è in pezzi e il lavoro è la sua unica ragione di vita.

Gli agenti Romano e Di Nardo, allontanati dai loro commissariati per i modi troppo spicci con le mani e con le armi, e l’agente Aragona, raccomandato in disgrazia, che è alla sua ultima possibilità di restare in Polizia. Completano il quadro i due unici sopravvissuti della vecchia squadra, la vice sovrintendente Calabrese e l’anziano Pisanelli, entrambi con seri problemi familiari.

Insomma un gruppo accomunato dal non avere, in diverse misure, più niente da perdere.

A controllarli il vice questore Palma e l’affascinante PM Piras. Dapprima restii alle iniziative di Lojacono, si trasformano in complice il primo e innamorata la seconda.

Visto il profilo dei componenti, il destino del commissariato era di indagare solo su casi minori, ma quando Lojacono riesce a risolvere un importante caso di omicidio tutto cambia. La reputazione di Pizzofalcone torna integra, con il conseguente approdo a casi più complessi.
Nella seconda serie li ritroviamo tutti a festeggiare su una terrazza l’arrivo dell’anno nuovo. Il commissariato è salvo dalla chiusura e la squadra è coesa.
Ma questo è solo un sogno di Lojacono, che si sveglia bruscamente alle prese con la solita realtà difficile, dove i turbamenti della vita privata si mescolano alla professione e viceversa. Non solo per lui, ma per tutti i “Bastardi di Pizzofalcone” infatti, i fronti su cui combattere sono tanti e quello privato e sentimentale non è l’ultimo.
La serie, costruita sulla combinazione di personalità diverse e interessanti, che trovano anche forza nel fare comunità, perde nello sviluppo delle singole puntate questa analisi a favore di racconti non così originali.
A differenza di “Rocco Schiavone” per esempio (di cui è in partenza la seconda imperdibile stagione mercoledì 17 ottobre su Rai 2), dove la singola storia è al servizio dell’approfondimento progressivo delle personalità dei personaggi, qui è l’esatto contrario. Complice anche una scrittura più modesta, il risultato è deludente.
Siamo insomma dalle parti di serie tipo “Ris” che si lasciano vedere e sono di buon successo popolare forse proprio per il loro non pretendere troppo dallo spettatore.

Gli attori fanno il loro mestiere.

Alessandro Gassman, che fa l’ispettore Lojacono, è bravo come al solito, ma è difficile non pensare agli spot del tonno denotando a mio parere la scarsa profondità d’analisi del personaggio.
Idem per Tosca D’Aquino, la vice Calabrese, che ce la mette tutta nella sua interpretazione drammatica, ma il fantasma di Panariello al suo fianco è sempre incombente ed è difficile disgiungerla dal suo passato.
Molto brava invece Carolina Crescentini, la PM Piras, che tratteggia bene le sue emozioni e il suo amore contrastato.
In conclusione I Bastardi di Pizzofalcone è una occasione persa. Poteva essere una buona serie sul coraggio e sul senso del limite invece è una normale serie italiana di intrattenimento, niente di più.
Ma tranquilli: sta arrivando Schiavone-Giallini a riconciliarci presto con le grandi serie italiane. Qui la nostra recensione: http://www.rumorifuoriscena.tv/rocco-schiavone-torna-unaltra-grande-serie-tv-italiana/
I Bastardi di Pizzofalcone 2: cattivi veri o figli di nessuno?
Rate this post
Pubblicitario per professione e abbonato “da sempre in prima fila” alla poltrona per cinema e TV. Da 40 anni divora ogni cosa di celluloide e ha eletto Lost come serie della vita. Parafrasando Parenthood: per lui quando si spegne la luce in sala o a casa “Tutto può succedere!”

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

La newsletter di RumoriFuoriScena è gratuita. Breve. Scritta da amanti del cinema per amanti del cinema.

Iscriviti alla newsletter!

Vai alla barra degli strumenti