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1. Un film autoriale, fatto da un non-autore?

Epoca di travagli in casa Warner: gli eroi Marvel sbancano i botteghini. Quale nuova geniale idea partorire? Come risalire la corrente al contrario e inventarsi qualcosa di prepotentemente nuovo? Idea luminosa: prendiamo il classico blockbuster col classico cattivo dei supereroi e -Bang! – sfondiamo le pareti della realtà facendo molto rumore. Un’epica drammatica su un personaggio inventato, che non esiste, ma “potrebbe esistere”. Signore e signori, ecco a voi Joker.

“Un film autoriale che ripercorra le origini psicodrammatiche del Joker in una finta-vera Gotham postmoderna e disincantata? E chi è il regista? Il regista è… Todd Phillips: rullo di tamburi per Starsky & Hutch, Una notte da Leoni 1 2 3, e Parto col folle!

Ma non è mai troppo tardi per farne una giusta, infatti il film è ottimo! Ma ho un sinistro sospetto. Sia mai che il nostro buon Todd googlando in fase di ideazione “Film Pazzia Vendicatori No Marvel”, sia finito sulla pagina wikipedia di Taxi Driver, e che ci sia rimasto un tantino sotto? Sia mai che poi, in preda alle vertigini prima di lanciarsi dal trampolino dell’autorialità, abbia emulato un certo Scorsese e la recita di un laqualunque De Niro per non produrre una ennesima ca…suale e scontata rielaborazione del Joker?

Il film è 70% cit. dei film di Scorsese e 30% profondo scavo psicodrammatico sul Joker che fa cose e… ecc ecc. Quindi non vogliatemene ma il  furto intellettuale per noi sentimentali è malcelato, questo è in tutto e per tutto un nuovo film di Scorsese. Ancora invece non trovo un perchè all’idea di un Joker macchietta psicopolitica (suo malgrado), lui villain che si fa beffe dei diritti sociali da più o meno ottant’anni; ma assumendo sempre che il film sia di Scorsese, Dio ha parlato e io dico solo amen.

2. Joker è davvero un simbolo della nostra società?

Il punto 2 nasce dal punto 1. Siamo chiari, quello visto nel film non è il Joker. Nel film vediamo un uomo deforme, cagionevole, insicuro, orientato a un irraggiungibile riscatto sociale e agli affetti, la cui mancata corresponsione fa di lui un efferato omicida. Fino a che punto l’esigenza di approfondimento psicologico può coprire il fatto che il regista si sia inventato quasi completamente un altro personaggio?

Spieghiamo meglio. Il vero Joker è un genio del male. Un terrorista sadico, geniale e feroce, sempre in controllo, esce trionfalmente da ogni gabbia non tradendo mai il suo stile, spiazzando i suoi nemici e lo spettatore con piani geniali e calcolati in maniera imprevedibile da mente umana. Mai citata la sua incredibile abilità come chimico e artificiere. E’ un eccellente valutatore razionale, ma agisce per motivi che sfuggono a ogni forma di controllo. Fa tutto questo per un unico motivo: perchè si annoia a morte. Per questo tra le altre cose è sempre molto attento a non uccidere Batman, eroe ‘professionale’, perfetto per i suoi trick.

Dunque portare alla realtà un antieroe cosa significa, privarlo della sua essenza e tagliarlo a spicchi, per prendere solo i pezzi che mi interessano? Questo viaggio nel Joker non ci ha del tutto convinto. Discorso opposto per l’estetica del personaggio: Joaquin Phoenix prende corpo in uno splendido Joker, ben caratterizzato in ogni dettaglio, una risata patologica che ti rimane in testa, e che gli sarà costata mesi di allenamenti, non manca mai di riempire la scena coi suoi mitici balletti allucinati.

3. Iper-realismo e iper-violenza devono preoccuparci?

Un capitolo a parte. Joker non è un film violento qualunque. Non è John Wick, per intenderci. Trascina con sè una delle giornate più nere della storia del cinema, la Strage di Aurora, avvenuta nel 2012 in un cinema statunitense alla proiezione de Il Cavaliere Oscuro , 12 vittime e 58 feriti.

Ora, non c’è causazione diretta tra il personaggio in sè e la strage, in quanto allora dovremmo eliminare ogni rappresentazione della violenza oppure togliere dal mercato tutte le armi, largo a chi si fa avanti. Questo film però più di altri cerca e trova giustificazioni per i comportamenti deliranti e omicidi del Joker, lo stacca dall’universo di finzione in cui vive e lo pone accanto a noi, nella realtà. Vi posso garantire che negli ultimi 30-40 minuti del film arriva allo spettatore una carica emotiva pazzesca, una tale empatia col personaggio che io stesso sono uscito dalla sala completamente ringalluzzito. Vi lascio immaginare: cosa può provocare tutto questo nella mente di un disturbato?

Se non stragi, va a casa a picchiare il figlio, la moglie o un clochard che incontra per strada. Perchè questa è la realtà in cui viviamo, ed è un meccanismo complesso che reagisce agli incentivi. Un aneddoto: qualche giorno fa uno spettatore del film si è messo a fissare la platea del cinema dal sottopalco, la gente nel dubbio è fuggita dalla sala. Sapete? Spero di avere completamente torto su tutto quello che ho detto finora.

Vi sarete sicuramente formati una vostra idea in proposito, aspettiamo di sentirla!

 

3 cose su “Joker” che nessuno ha il coraggio di dire!
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Mattia Soddu

Vive la propria vita come fosse un film, ne scrive per naturale conseguenza. Affetto da una seria forma di bipolarismo (pluri?) sin dai teneri natali, è capace di ridere a crepapelle per un horror come di piangere amaramente con un cartone animato. Cinico e bastardo al giusto grado. E’ brutalmente affascinato dal Giappone, non sa il perchè.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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