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Ho visto il docufilm su Chiara Ferragni più per curiosità che per passione ed è esattamente come me lo aspettavo. Chiara Ferragni – Unposted, scritto e diretto da Elisa Amoruso, racconta della blogger/imprenditrice digitale più seguita del web.

In sala solo per tre giorni il documentario è un vero e proprio spot prodotto da Rai Cinema che
sembrerebbe avere l’obiettivo di far rivalutare il personaggio della Ferragni da sempre molto criticato sotto tutti i punti di vista. Lo scopo è stato raggiunto? Forse sì.

Premetto che non sono una grande fan della blogger di Cremona ma sono contraria alle innumerevole critiche che sono state fatte a lei direttamente e al suo docufilm presentato alla Mostra di Venezia di quest’anno.

La pellicola coinvolge e sotto molti aspetti interessa, soprattutto quando spiega in che modo la Ferragni abbia raggiunto questa incredibile fama.

Quello che lascia perplessi è la scelta della regista di raccontare al pubblico una storia già presente su tutti i social invece che realizzare un’indagine più intima della protagonista. È come se il lungometraggio della Amoruso sfiorasse solo la superficie di una storia senza scavare nel profondo e senza mostrare la vera Chiara Ferragni “unposted”.

Sarebbe stato più onesto se fossero state messe in scena quelle difficoltà che sicuramente la blogger è stata costretta ad affrontare nel corso della sua vita. Mantenere sempre la perfezione per un personaggio pop come lei è indispensabile tuttavia non sempre facile, ma nel documentario sembra tutto così naturale che il problema passa quasi in secondo piano. In una delle tante interviste a Chiara, lei stessa ammette di quanto il mondo della moda sia perfido e conformista ma non viene spiegato come sia stata in grado di superare questo genere di ostacolo.

Tra le varie interviste in Chiara Ferragni – Unposted spicca quella di Simone Marchetti di Vanity Fair che evidenzia un problema comune nel mondo dei social e cioè la differenza tra “quello che è” e “quello che sembra”. Questo dubbio ci accompagna per tutto il film. La domanda che ci si pone costantemente è se Chiara Ferragni si racconti per apparire come la perfetta ragazza dal cuore grande o lo sia davvero. Nel suo documentario viene descritta da amici e parenti come una ragazza gentile che ama la vita e che non odia neanche gli haters, ma
sarà vero?

Quindi il film sulla blogger più famosa al mondo è una mezza delusione.

Racconta una storia che tutti conosciamo, magari aggiungendo qualche informazione in più, poco commovente e a piccolissimi tratti divertente. La musica pop è particolarmente azzeccata, il montaggio decisamente banale. I quadretti familiari accostati alla scena di Chiara accompagnata dal padre all’altare fanno solo sospirare, esattamente come il mix di filmini girati dalla mamma di Chiara volti a testimoniare il passato di una normale famiglia.

Unposted su Chiara Ferragni: un’occasione sprecata?
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Laureata in Scienze dei Beni Culturali, le sue passioni sono il cinema e il calcio. Ama tutti i film di Paolo Sorrentino e di Alfred Hitchcock, primi tra tutti La Grande Bellezza e Psycho. Grande sostenitrice dei film rilassanti e della bella fotografia. Si prenderebbe volentieri un caffè con Quentin Tarantino e Woody Allen.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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