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Diciassettesimo film di Daniele Luchetti, adattamento di due romanzi di Francesco Piccolo (“Momenti di  trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicita’ ” pubblicati nel 2010 e nel 2015).

Per chi di voi non dovesse conoscere Daniele Luchetti, vi consigliamo di recuperare il film del 2010 La nostra vita: un condensato di umanità che emerge da una quotidianità nera e disperata, con un Elio Germano assolutamente mostruoso e giustamente premiato al Festival di Cannes. Era tra i nostri consigli da ripescare nel catalogo di Netflix, ecco il link: http://www.rumorifuoriscena.tv/netflix-5-film-con-grande-interpretazione-attoriali/

Ma veniamo all’analisi del film, che ha qualche elemento di contatto ma anche diverse novità rispetto al tipico immaginario di Luchetti.

A Paolo (Pif), dopo la morte, viene concesso di ritornare sulla Terra per un’ ora e  trentadue minuti,  un tempo in cui imparerà a dare il giusto valore alle piccole cose, ai rapporti, agli attimi e ai piccoli gesti che scandiscono ed influenzano inevitabilmente la vita quotidiana.

Difficile andare oltre nella descrizione della trama, il film va semplicemente visto senza ulteriori spoiler. Nel film il concetto di tempo è  il fulcro della storia, idea che il regista ha portato sullo schermo nelle sue ultime opere da” Mio fratello è figlio unico” al già citato “La nostra vita” fino al suo ultimo successo ” Io sono tempesta“. Il tempo  in questo caso non è visto come un malvagio tiranno,  ma come un arbitro dell’ esistenza, fondamento di emozioni e sensazioni vissute e ancora da vivere, nel tentativo effimero di ingannare il destino.

Pif è sopra le righe nell’ interpretare un uomo medio, senza sensi di colpa o rimpianti, che cerca riscatto nella seconda possibilità che gli è stata miracolosamente concessa. Renato Carpentieri nell’ interpretare lo sbadato “impiegato del paradiso” offre una grande interpretazione, metaforicamente ricordando la sua seconda giovinezza come attore e il successo che gli è stato giustamente attribuito.

La vera rivelazione del film è  Thony, (che interpreta  la moglie di Paolo),con i suoi sguardi malinconici e i silenzi che valgono più delle parole.

Per noi il suo talento attoriale, oltre che in campo musicale, non è nuovo: la ricordiamo bene in un ottimo film di Paolo Virzì, Tutti i santi giorni, in cui componeva affianco al magistrale Luca Marinelli una coppia improbabile alla presa con la quotidianità.

Momenti di trascurabile felicità è  ambientato a Palermo, la cui bellezza trova qui massima espressione, lontana anni luce dagli intrecci politico-mafiosi, e ammantata da una luce “popolare” tutta da riscoprire.  La sceneggiatura scritta da Luchetti e da Piccolo, ricca di brio e humour, offre spunti di riflessione allo spettatore,  chiamato ad interrogarsi sul saper cogliere le opportunità  della vita, sul non lasciare nulla per intentato e sul vivere ogni attimo così come si presenta,  perché non ne ricapiteranno altri uguali.

Momenti di trascurabile felicità: un best-seller al cinema
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Andrea Lo Gioco

Come si può descrivere pienamente qualcosa che si ama? È difficile quasi impossibile , ma l’amore di Andrea  per i film e la sala cinematografica non conoscerà mai la parola fine. Adora ogni genere di film, considera Spielberg e Kubrick due cavalieri Jedi della storia del cinema. Film preferiti: Duel, Rapina a mano armata, Qualcuno volò sul nido del cuculo

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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