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The Mule è l’opera struggente e personale di Clint Eastwood, mai domo 89enne giunto al suo 39esimo film da regista, che ne consolida la figura come uno degli autori più rappresentativi del cinema contemporaneo.

Certo, anche i grandi maestri sbagliano, alle volte. L’ultimo film di Eastwood, Ore 15:17-Attacco al treno, era davvero debole e a tratti irriconoscibile, scorrevole a livello di ritmo narrativo solo per l’innegabile esperienza di un cineasta del suo livello.

Trovate qui la nostra recensione di quel dimenticabile film:

http://www.rumorifuoriscena.tv/recensione-ore-1517-attacco-al-treno-clint-eastwood/

Ma torniamo a The Mule.

Basato su una storia vera, il film narra la vicenda di Earl Stone (Eastwood), un fioricoltore di bulbi di Emirocallide (il nome viene dal greco e significa “Bellezza di un giorno”), fiore simile al giglio dai colori vivaci che sboccia per un solo giorno e poi appassisce sostituito da altri fiori. A causa del suo lavoro, Earl trascura la famiglia fino alla chiusura della sua attività causata dalla crisi economica, ma gli viene offerto un lavoro in cui la sola abilità richiesta è saper guidare. Si accorgerà di essere diventato il corriere di un cartello di narcotrafficanti, e sarà braccato dalla Dea, in particolar modo dall’ agente Bates ( Bradley Cooper).

Il film di Eastwood è un mix di altri due sue capolavori, Un mondo perfetto e Gran Torino, in cui i protagonisti hanno poco tempo per prendere le proprie scelte, dettate soltanto dall’ istinto e dall’incombenza della morte. E’ anche la seconda collaborazione tra Eastwood e Cooper dopo American Sniper, un film che divise critica e pubblico e di cui forse si è smesso di parlare troppo presto.

Cooper, reduce dall’ esordio alla regia per A star is born, offre una prova maiuscola, rabbiosa e convincente.

Il suo ruolo richiama evidentemente il personaggio interpretato dallo stesso Eastwood in Un mondo perfetto. Qui Clint, o meglio Earl, é invece un eroe in declino, con una luce negli occhi che sprigiona una consapevolezza diversa ed estrema del mondo, una saggezza atipica. In The Mule sono presenti temi cari al regista, come la crisi economica che si ripercuote su problemi familiari, da cui cercare riscatto e speranza per un vita migliore.

Il protagonista è chiamato a prendere decisioni, non per trarne vantaggi e benefici, ma per etica, per un senso di ciò che è giusto fare senza considerare le conseguenze. Come Kowalski in Gran Torino, come Frankie che stacca i macchinari  che tengono in vita Maggie in Million Dollar Baby, come per lo struggente addio sotto la pioggia dei protagonisti di I ponti di Madison County.

In estrema sintesi, The Mule è un film impeccabile, di forte impatto emotivo. Una rappresentazione della lotta per la vita e della sua importanza: nonostante lo spettacolo stia per finire, domani un nuovo emirocallide sboccera’.

“The Mule”: il grande ritorno di Clint Eastwood
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Andrea Lo Gioco

Come si può descrivere pienamente qualcosa che si ama? È difficile quasi impossibile , ma l’amore di Andrea  per i film e la sala cinematografica non conoscerà mai la parola fine. Adora ogni genere di film, considera Spielberg e Kubrick due cavalieri Jedi della storia del cinema. Film preferiti: Duel, Rapina a mano armata, Qualcuno volò sul nido del cuculo

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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