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Sebbene si tratti di un docu-film che racconta la messa in scena di un’opera teatrale, definire Il teatro al lavoro un semplice film su ciò che avviene a teatro sarebbe una tale semplificazione che banalizzerebbe il mediometraggio di Massimiliano Pacifico. E ci tiene lo stesso Toni Servillo a sottolinearlo: “Non è Il Lavoro al Teatro, è Il Teatro al Lavoro”. Non ci si concentra quindi su ciò che si fa a teatro, ma sugli effetti che ha il teatro sulle persone e sul confronto tra l’attore e il personaggio che questi deve interpretare.

Ad accompagnare Servillo troviamo Francesco Marino, Davide Cirri e Petra Valentini, tutti e tre giovanissimi e alle prime esperienze. Addirittura i primi due, ai tempi dei casting, si trovavano nel bel mezzo degli studi. Il regista racconta il percorso da Venezia a Parigi, passando per Milano e Napoli, e tra una lezione e l’altra cerca di carpire le impressioni, le emozioni e i pensieri, l’impegno e la tensione che questa esperienza sta scaturendo in loro.

Non è solo un Servillo che “imbecca l’allievo” di accorgimenti, un“riempirlo come se fosse un vaso di nozioni”, guai a pensarlo, perché a lui di questo non importa nulla.

Poco conta che lo spettacolo venga bene alla fine, ad emergere sul palco deve essere il personaggio.

Non si tratta né di una mera esposizione del talento, né di un’applicazione del sentimento: quest’ultimo si ricerca, “si trova” e non si applica. Ed è questa la difficoltà della professione dell’attore: il confronto dell’attore con il personaggio. Perdersi nel personaggio per poi ritrovare se stessi.

La regia di Pacifico, grazie alla scelta delle sequenza da mettere in scena, riesce a trasmettere l’idea di teatro di Servillo e ad emozionare lo spettatore, persino quello abituato solamente alle proiezioni cinematografiche.

Elvira sarà fino al 22 dicembre al Piccolo Teatro di Milano. Più difficile sarà trovare ancora Il Teatro al Lavoro, dato che non sono molte le sale disposte ad occupare una sala per un docufilm sul teatro.

Toni Servillo e l’Arte a Teatro: perdersi e poi ritrovarsi
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Classe 97, laureato, polemico e sincero. Divora film con la stessa frequenza con cui si riempie la pancia, il che avviene molto spesso.

“Louis, credo che questo sia l’inizio di una bella amicizia..”

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