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Da pochi giorni sono stati rilasciati i dati ufficiali CINETEL relativi a incassi, presenze, produzioni e quote di mercato al cinema del 2018. Per capire appieno però la situazione in cui versa il cinema italiano, facciamo un salto a dieci anni fa, come nella #10yearschallenge che ha spopolato in rete nelle ultime settimane.

SPOILER: il risultato non sarà quello delle instagram stories dove i nostri amici da brutti anatroccoli si sono trasformati in bellissimi principi.

2008

Molti ricorderanno il 2008 per Il Cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan, altri magari per l’inizio del Marvel Cinematic Universe con Iron Man. Tanti altri, invece, per Gomorra di Garrone o Il Divo di Sorrentino, oppure per Into the Wild, Non è un paese per vecchi o il pluripremiato The Milionaire. Se cominciano ad affiorare i primi ricordi su quell’annata cinematografica, magari vi starete chiedendo quale di questi film abbia incassato di più in Italia. La risposta è nessuno. Addirittura nessuno di questi fu fra i primi dieci, fatta eccezione per Gomorra che si aggiudicò il decimo posto.

Quali film occupavano le le prime nove posizioni? Oggi, o meglio da qualche anno a questa parte, ci siamo abituati a vedere i film stranieri primeggiare al botteghino, tra cinecomic, sequel, remake, crossover, prequel, spin-off e chi più ne ha più ne metta. Dieci anni fa invece, esclusi i due d’animazione – Kung Fu Panda e Madagascar 2 per soddisfare la curiosità dei più nostalgici – furono solo 4 i lungometraggi stranieri: Indiana Jones e il regno del teschio del cristallo, Io sono Leggenda, Hancock  e Twilight. I restanti sono italiani: Scusa ma ti chiamo amore, il già citato Gomorra, Grande, grosso e Verdone, e, infine, Natale a Rio di Neri Parenti, che occupa il primo gradino del podio, con ben 23,4 milioni di euro. In quell’anno, vennero venduti oltre 111 milioni di biglietti e incassati 637 milioni di euro.

2018

Un decennio dopo la situazione è totalmente diversa: è esploso il fenomeno delle serie tv che non sembra voler arrestarsi; le major cinematografiche devono affrontare le imprese del settore VOD (video on demand),  il cui leader è Netflix, che negli ultimi anni è diventato un eccellente produttore di contenuti sulla propria piattaforma streaming e non più un semplice distributore; le finestre di distribuzione sono ormai in discussione e il legislatore è dovuto intervenire per regolamentare il settore e “placare” le polemiche in uno scontro tra innovazione e status quo che ricorda molto quello tra Uber e i Taxi.

Al botteghino italiano ritroviamo l’ormai affermato Garrone con Dogman e di nuovo Sorrentino che dirige Servillo in Loro, stavolta nei panni di Berlusconi e non di Andreotti. Ma se nel 2008 il regista romano e quello napoletano avevano incassato complessivamente 14,6 milioni, una decade dopo neanche sommando i due lungometraggi, anzi tre, si arriva in doppia cifra; mentre Paul Thomas Anderson passa dagli 1,7 milioni de Il petroliere ai 4 milioni de Il filo nascosto.

Per quanto riguarda i cinecomic, si è passati dai quasi 7 milioni di Iron Man ai 19 di Avengers: Infinity War, senza dimenticare di considerare gli 8 milioni di Venom, i 7 di Black Panther e di Deadpool 2, e i 4 di Ant Man & The Wasp.

Vengono incassati € 555.445.372 per un numero di presenze di 85.903.642, con una diminuzione degli incassi del 4,98% e un decremento delle presenze del 6,89% rispetto al 2017. Inoltre, sorprende in negativo che nell’anno della mancata partecipazioni ai mondiali dell’Italia il botteghino registri il risultato peggiore per il trimestre estivo (giugno-luglio -agosto) dal 2006, anno in cui l’Italia i mondiali li vinse.

Se nel 2008 erano addirittura 4 i film italiani fra i 10 migliori incassi, nel corso degli anni l’andazzo è andato peggiorando. E se nel 2016 Quo Vado e Perfetti Sconosciuti, rispettivamente 65 milioni e 17 milioni di incasso, ci avevano illuso di poter guidare la rinascita della produzione cinematografica nostrana; due anni dopo, senza nessun film di spicco e con A Casa Tutti Bene di Muccino che deve accontentarsi dell’undicesimo posto, fra i dieci migliori incassi non figurano produzioni cinematografiche italiane.

Da segnalare però che nel 2018 sono stati 27 i titoli italiani e in coproduzione con un incasso superiore a 1,5 M€, contro i 19 del 2017, circa un terzo in più, dopo tanti anni in cui si titolava che la salvezza del prodotto locale era da intestarsi solo a pochi, pochissimi film – o a un solo campione – emerge nel 2018 l’importanza del cinema “medio”.

A cosa è dovuto quindi questo calo negli spettatori delle sale cinematografiche?

In un anno che ha visto gli incassi calare nei big five europei, fatta eccezione per il Regno Unito, l’ostacolo da superare è quello della stagione estiva, “nota dolente del cinema italiano”. E non, come qualche utente lamenta sui social network, il prezzo del biglietto, che bisogna ricordare è fra i più convenienti d’Europa!

Luigi Lonigro, Presidente Sezione Distributori ANICA, ha commentato così i dati Cinetel: “Palinsesto estivo, multiprogrammazione e window sono stati i primi tre goal messi a segno grazie al lavoro congiunto di Distributori, Produttori ed Esercenti e che unitamente ad altre importanti iniziative consentiranno al 2019 di essere ricordato come l’anno del cambiamento.”

“Stiamo lavorando affinché la prossima sia la vera prima estate del cinema italiano con grandi blockbuster che escono già da agosto” sono state le parole del ministro dei beni e delle attività culturali Bonisoli che si spera diverranno realtà. A tal proposito, è stato pure creato un sito estatedicinema.it con date, trailer e lo spot promozionale, che probabilmente avrete visto o vedrete in questi giorni fra la pubblicità e i vari trailer al cinema, con la speranza di portare quante più persone in sala grazie ad un’ampia offerta di blockbuster, tra cui spiccano sicuramente Godzilla: King of the Monster, X-men: Dark Phoenix, Toy Story 4, Fast & Furios, Men in Black: International, Spiderman: Far from Home e Il Re Leone.

Basteranno queste contromisure ad invertire la tendenza di sale sempre meno piene e far ripartire il cinema italiano?

#10 Years Challenge: il disastro del cinema italiano
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Classe 97, laureato, polemico e sincero. Divora film con la stessa frequenza con cui si riempie la pancia, il che avviene molto spesso.